Il Marconi cerca 30 milioni e si quota in Borsa. Vendono i soci pubblici

marconi bologna aeroporto

Foto flickr Alessandro Valli

Bologna, 29 apri. – Un aumento di capitale di 30 milioni per sviluppare lo scalo e portarlo dagli attuali 6 milioni e mezzo a più di 10 milioni di passeggeri entro il 2030. Lo hanno annunciato in conferenza stampa gli azionisti dell’Aeroporto Marconi di Bologna. Di fronte ai giornalisti i vertici di Camera di Commercio, Regione, Comune e Provincia hanno delineato il piano che porterà alla quotazione del Marconi in borsa “se possibile entro ottobre 2014“. A quei 30 milioni – ma i numeri non sono ancora definitivi – si arriverà attraverso un’offerta pubblica di vendita, quindi la quotazione in borsa, e un’offerta pubblica di sottoscrizione, quindi un aumento di capitale.

Quel che è certo è che attraverso l’aumento di capitale il Marconi metterà in cassaforte le risorse necessarie per espandersi e restare competitivo in un panorama nazionale sempre più concentrato e concorrenziale, e dove gli esempi di fallimento non mancano (gli scali di Forlì e Rimini, ad esempio). “Saremo protagonisti nel panorama aeroportuale italiano”, dice il numero uno della Camera di commergio Giorgio Tabellini che annuncia una riduzione della quota azionaria di Palazzo della Mercanzia dal 50,55% attuale a “qualcosa attorno al 35%“. Tabellini ha esordito raccontando di “uno scenario sempre più frenetico”, e spiegando come il Marconi abbia bisogno di ingrandirsi “per non accordarsi ad altri”, magari il sistema aereoportuale dell Toscana “che punta a pescare passeggeri nella nostra regione”. Possibili partecipazioni del Marconi negli scali regionali, forse proprio quei Forlì e Rimini tanto bisognosi di soldi e investimenti? “Siete simpatici”, si limita a dire sorridendo Tabellini a chi glielo chiede.

Altro punto fermo dell’operazione: i soci pubblici venderanno, anche se non si ancora quanto. Comune di Bologna (16% delle quote), Provincia (10%) e Regione (8,80%), assieme controllano quasi il 35 della società e possono scendere da statuto fino al 20%. “Venderemo ma ancora non sappiamo quanto – dice il sindaco di Bologna Merola – i soldi saranno utilizzati per investire in città, e mi viene in mente soprattutto la Fiera che ha bisogno di un rilancio”. Sicuramente il controllo del Marconi non passerà di mano. “Una società si governa anche con una pacchetto azionario minore del 50%”, spiega Merola. Nei prossimi 20-30 giorni saranno forniti tutti i dettagli con il Piano industriale-finanziario che racconterà i dettagli dell’operazione.

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