28 mar. – Nessuno può dire se sarebbe servito ad evitare l’incidente che costò la vita al responsabile dello stabilimento Fabio Costanzi e all’operaio Yadaw Ramjas, ma i Carabinieri avevano programmato un’ispezione alla Marconi Gomma il giorno dopo lo scoppio. Lo ha rivelato il Comandante provinciale dell’Arma Antonio Paparella, nel corso dell’audizione della commissione d’inchiesta sulle morti bianche tenutasi il 24 novembre scorso, ad una settimana dall’incidente.
Davanti ai parlamentari sono state ricostruite anche le cinque ispezioni effettuate negli anni alla Marconi Gomma. Due dei Vigili del fuoco, una del Comune con segnalazione all’Arpa, una segnalazione della Guardia di Finanza ai pompieri per mancanza di segnaletica sulle vie d’uscita, illuminazione, necessità di adeguamento di alcuni tubi di sfiato di serbatoi di olii minerali, mentre il Dipartimento di sanità pubblica rilevò alcune inadempienze (fili scoperti, vetrate rotte e un montacarichi le cui porte si aprivano con il rischio di far precipitare gli operai). Tutte cose “non rilevanti rispetto all’incidente accaduto” – si legge nel verbale. Il bainbury (miscelatore) esploso che causò la morte dei due lavoratori era stato controllato la primavera precedente. Secondo la seguente perizia della Procura il macchinario era sano e il problema era stato causato dagli ingredienti della miscela.

