Marchionne alla Ferrari. La Fiom: “Gli operai sono preoccupati”

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Bologna, 11 set. – Sergio Marchionne subentra a Luca Montezemolo alla guida della Ferrari e gli operai sono preoccupati. “Sì, siamo preoccupati- dice Cesare Pizzolla, segretario provinciale della Fiom di Modena– però abbiamo bisogno ancora di approfondire alcuni temi”. Per questo nei prossimi giorni la Fiom modenese invierà una lettera ai vertici della Ferrari per chiedere un incontro.

A preoccupare Fiom e operai è il fatto che, pur essendo la fabbrica di Maranello parte del gruppo Fiat, alla Ferrari “esistono ancora due livelli di contrattazione, mentre in Fiat non esistono più”. Sulle prime colline modenesi, cuore pulsante della motor valley emiliana in cui lavorano, solo in Ferrari, poco meno di 2800 lavoratori, “esiste ancora il contratto aziendale che porta a casa dei risultati”. La paura di Pizzolla è che l’isola, quasi, felice di Maranello venga travolta dalla rivoluzione Marchionne. “Chiaramente l’esperienza che abbiamo con Marchionne in Fiat non ci fa star tranquilli, sia per quanto riguarda il rapporto col territorio, sia per quanto riguarda le regole contrattuali”.

Sono quattro anni che la Fiom è fuori dalle aziende del gruppo Fiat e questo vale anche per la Ferrari. Qui però è rimasto in essere il contratto di secondo livello.

Con la gestione Montezemolo, “i rapporti erano improntati sul reciproco riconoscimento- ricorda Pizzolla-. Ci sono stati dei momenti in cui è stato possibile fare degli accordi e momenti in cui non è stato possibile”.

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