18 ott. – La lotta operaia è, nella società contemporanea, una lotta conservatrice, che tende a mantenere inalterato lo stato delle cose e non insegue più il cambiamento. Lo ha detto l’antropologo francese Marc Augé a margine di un convegno organizzato dalla fondazione Unipolis alla facoltà di Scienze Politiche. In una Sala dei poeti gremita di studenti e cooperatori, Augé ha riflettuto sulle contemporaneità in cui è possibile realizzare l’Utopia dell’Educazione: per la prima volta nella storia dell’umanità è possibile che la conoscenza sia davvero alla portata di tutti. In realtà però, come ricorda Augé, tra l’utopia e la realtà c’è scollamento: ora la conoscenza si sta sempre più polarizzando e nelle società in via di sviluppo così come in quelle del primo mondo cresce sempre più anche l’ignoranza.
Sconfitta la lotta di classe e risultato vittorioso il capitalismo, la storia non è comunque finita. E questa affermazione, secondo lo studioso francese, ha in sé una matrice ottimista e una pessimista: la prima indica che il capitalismo non è e non sarà per sempre; l’altra che purtroppo la violenza, che ha sempre accompagnato l’uomo, tornerà protagonista.
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