Bologna, 29 mag. – E’ partita da circa una decina di giorni la nuova gestione del verde pubblico del Comune di Bologna. A vincere il bando è stata l’associazione temporanea d’impresa guidata da la cooperativa L’Operosa. Manutencoop, il precedente gestore, sconfitta nella gara d’appalto, dopo una serie di ricorsi e contro ricorsi al Tar ha deciso di non proseguire per le vie legali e ha gettato la spugna.
Il bando da 33, 5 milioni di euro per il quinquennio 2013 – 2018, che prevedeva anche la clausola sociale, è stato vinto da un gruppo di cooperative guidate da Operosa e Avola che, come ha raccontato questa mattina in commissione il responsabile del settore Verde di Palazzo d’Accursio Roberto Diolaiti, da una decina di giorni hanno iniziato a lavorare nei cantieri.
Diolaiti ha ripercorso la vicenda: dopo l’aggiudicazione del bando, Manutencoop aveva presentato ricorso al Tar chiedendo la sospensiva sull’avvio dei lavori. Sospensiva concessa dal Tribunale amministrativo che aveva decretato una proroga di 45 giorni per il vecchio gestore. A quel punto però era stata l’Ati di Operosa a ricorrere contro il pronunciamento e l’8 maggio il Tar le ha dato ragione sospendendo il precedente decreto. Il Comune ha quindi consegnato i lavori all’Ati il 18 maggio: a quel punto Manutencoop avrebbe avuto tempo fino al 20 maggio per ricorrere nuovamente ma ha preferito desistere.
“Ormai quando c’è una gara, chi perde va al Tar. E’ un dato costante, soprattutto quando ci sono importi di un certo tipo”. E’ il commento amaro dell’assessore ai lavori pubblici di Palazzo d’Accursio, Riccardo Malagoli. “Con questa crisi – aggiunge l’assessore – ormai molte imprese lavorano più con gli avvocati che con i badili”.
Sul fronte occupazionale domani si terrà in Provincia il nuovo tavolo di crisi per i lavoratori Manutencoop: sono 40 gli addetti che il colosso cooperativo ha dichiarato in esubero dopo aver perso il bando. Palazzo d’Accursio aveva previsto la clausola sociale, per cui le aziende subentranti dovranno riassumere i lavoratori svantaggiati impiegati in precedenza da Manutencoop. Per i sindacati, però, non è sufficiente: assumendo solo le persone in difficoltà, e lasciando senza lavoro gli altri, non si risolve il problema, dice Donatella Zilioli della Flai Cgil. “Il rischio è che poi anche chi non è in condizione di svantaggio, senza un lavoro, ci finisca”, chiosa la sindacalista.


