14 apr. – Tra marzo e aprile si celebrano due drammatici anniversari legati all’energia nucleare: il primo, che ha luogo l’11 marzo, è quello del disastro di Fukushima mentre il secondo, con cadenza il 26 aprile, è quello della strage di Chernobyl. Sono proprio queste due date che sanciscono l’inizio e la fine di una campagna di crowdfunding per la produzione della versione italiana di un manga di Yuka Nishioka, fumettista giapponese nata a Nagasaki: I dragoni atomici di Fukushima – dire addio alle bombe e all’energia nucleare.
Il manga, realizzato con la supervisione scientifica del fisico giapponese Yuukou Fujita, racconta la mutazione dei dragoni, animali favolosi e sacri per la cultura giapponese, in bestie demoniache a casua della tecnologia occidentale. “Se non ci interroghiamo seriamente a partire da ora sulla civiltà contemporanea e sul nostro modo di vivere – ha dichiarato l’autrice Nishioka -, i dragoni atomici distruggeranno il futuro e la natura che abbiamo il dovere di lasciare ai posteri”.
L’edizione italiana, a cura delle associazioni Semi sotto la neve e Altrinformazione e del mensile Mamma!, è arricchita dalla postfazione di Susumu Nishiyama, uno degli “Hibakusha” sopravvissuti al bombardamento atomico su Nagasaki e costretti a convivere con gli effetti delle radiazioni.
L’obiettivo delle associazioni che stanno portando il manga in Italia è quello di “lanciare un segnale di allarme contro gli usi civili e militari del nucleare, per continuare a mantenere alta l’attenzione su questo tema anche dopo i successi del referendum italiano che ha confermato il “no” del nostro paese all’energia atomica”.
Ne abbiamo parlato a Palomar con Carlo Gubitosa, dell’associazione Altrinformazione e direttore della rivista Mamma!, nonché editor della versione italiana del manga:

