10 dic – «Una delle infiltrazioni classiche della criminalità organizzata avviene attraverso società che hanno capitale fiduciario o che hanno presenze allarmanti per il patrimonio di una società pulita».
E’ il monito del consigliere comunale di Sinistra per Bologna Libero Mancuso che ieri, in consiglio comunale, ha ribadito la necessità di fare chiarezza riguardo al caso Hera-Cosentino. Ma l’ex magistrato ha messo in guardia anche su un’altra questione che stavolta non riguarda aziende di proprietà pubblica bensì cooperative private che potrebbero correre il rischio di essere soggette a “partecipazioni inquinanti“.
Il riferimento di Mancuso è alla Manutencoop. La cooperativa di Zola Predosa, infatti, il 7 settembre 2009 ha annunciato la vendita del suo settore di waste management (smaltimento dei rifiuti) alla società Aimeri S.r.l. controllata dal gruppo Biancamano.
“I proprietari di questa società – afferma Mancuso – sono i fratelli Pinzimbone, animatori dei Circoli del buon governo di Marcello Dell’Utri“, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.
Inoltre, Biancamano S.p.A ha la sua sede legale a Milano ma è posseduta per il 50, 29% da Biancamano Luxembourg, società con sede in Lussemburgo. «Questo – ha ribadito Mancuso – è un altro grave problema per la trasparenza delle società che operano nel nostro territorio».
L’ex PM ha poi annunciato che in consiglio comunale continuerà a chiedere l’approfondimento di questi assetti societari «affinchè venga fatta chiarezza sia sul caso Hera sia sulla cessione del waste management di Manutencoop».
Alle polemiche che seguirono la vendita dei servizi ambientali di Manutencoop ad Aimeri – un’operazione che ha portato nelle casse della cooperativa circa 87 milioni di euro – il Presidente Claudio Levorato rispose con una battuta: “se facessimo affari solo con il Pd chiuderemmo”. Per quanto riguarda invece gli aspetti tecnico-economici dell’operazione, Levorato ha spiegato le sue ragioni in questo videocommento: (qui):

