Bologna, 24 mar. – Domanda: la classe politica bolognese ha dimostrato di essere subalterna alla magistratura? Risposta: “La mia opinione conta poco, è Renzi che ogni giorno parla della subalternità della politica rispetto alla magistratura come di un male della politica italiana. Non a caso appena è esploso il caso Lupi la politica ha pensato di sostituirlo con un magistrato”. Dimostrazione lampante di una subalternità che è un “male endemico dal quale non ci si riesce a liberare”. Parola del senatore Luigi Manconi, eletto tra le fila del Pd, presidente della Commissione “diritti umani” del senato e dell’associazione A Buon Diritto. Manconi usa l’esempio nazionale per arrivare alla situazione locale e al caso Guidetti, farmacista di 63 anni che ha deciso di suicidarsi, iniettandosi una massiccia dose di insulina subito dopo aver fatto altrettanto con l’anziana madre. La donna ha lasciato un biglietto per spiegare il suo gesto, nel quale ha scritto di essersi sentita trattata da criminale nel corso dell’interrogatorio condotto dal procuratore Valter Giovannini. “La politica deve sgombrare il campo dai dubbi, è questo il suo compito – dice Manconi – tutelare per tutti diritti e garanzie, sia per l’assessore sia per i singoli cittadini. E invece no”.
Il senatore Manconi in parlamento ha chiesto l’intervento degli ispettori del Ministero per verificare la correttezza dell’operato della Procura di Bologna, elencando una serie di possibili irregolarità da verificare. Dopo il suo intervento Manconi è stato censurato da esponenti di rilievo della politica bolognese, tra tutti l’ex segretario provinciale ora assessore regionale Raffaele Donini e il parlamentare Andrea De Maria. Per questo, in un doppio botta e risposta, il senatore si è difeso e ha bollato come “ridicole” le accuse di chi gli imputava di non essersi coordinato con i colleghi del gruppo parlamentare.
“Insomma – scrive Manconi su facebook – il comportamento del procuratore Giovannini (che ha indagato su Guidetti, ndr) è stato rispettoso di tutte le regole e di tutte le garanzie? Questo, e solo questo, ho chiesto doverosamente nella mia interrogazione al ministro della Giustizia e al ministro dell’Interno: così che venisse fugato ogni dubbio sull’operato del procuratore e si allontanasse da lui qualunque sospetto. Il che è esattamente ciò che meglio può tutelare e il buon nome e l’incolumità dello stesso Giovannini dalle minacce indirizzategli contro. Devo osservare, infine, che non una sola parola è stata spesa dai miei brillanti critici sul fatto che una persona si è tolta la vita nel corso di una indagine che solleva perplessità”.
Per Manconi la classe politica bolognese non solo ha dimostrato subalternità al potere giudiziario, ma ha anche dato prova di una certa dose di “classismo“. “Le garanzie e i diritti devono valere per tutti, anche per una farmacista. Non solo per i politici. Una lezione molto triste”.
A sostegno dell’iniziativa di Manconi si sono espressi il consigliere comunale Mirco Pieralisi, indipendente nelle fila di Sel, e il vice sindaco di Anzola Emilia Loris Marchesini.

