Maltempo. Dopo i blackout la beffa: nessun indennizzo sotto le 16 ore di buio

Bologna, 16 feb. – Gli indennizzi automatici in bolletta per il blackout dovuto alla neve del 6 febbraio scorso potrebbero non riguardare buona parte dei comuni appenninici coinvolti. E’ emerso oggi nella commissione consiliare regionale in cui sono stati sentiti i distributori di energia elettrica che operano nei territori coinvolti dai guasti alla rete, Enel, Terna, Iren, Hera. In base alle norme dell’autorità per l’energia, infatti, nei comuni con meno di 5 mila abitanti il distacco dalla corrente deve essersi prolungato per 16 ore consecutive perché maturi il diritto agli indennizzi automatici, che comunque saranno al massimo di 300 euro per le utenze domestiche, ha precisato Enel in commissione.

“Se gli indennizzi non saranno equi, accompagneremo le scelte dei sindaci”, ha detto l’assessore Paola Gazzolo, che ha la delega alla protezione civile. La Regione ha chiesto che sia dichiarato lo stato di emergenza e si prepara a fare una ricognizione dei danni subiti dai cittadini.

Mentre si fa strada l’idea di una class action contro Enel (che i consiglieri di opposizione vorrebbero fosse appoggiata dalla Regione) sulla beffa degli indennizzi il deputato di Sel Giovanni Paglia ha presentato un’interrogazione al governo. E sulla necessità di modificare la delibera dell’autorità garante, oggi si sono espressi anche i consiglieri regionali di Sel Igor Taruffi e Yuri Torri.

I gestori delle reti hanno confermato ai consiglieri regionali che non prevedono interventi straordinari. “In Emilia-Romagna i valori di qualità sono fra i migliori d’Italia”, rivendica l’amministratore delegato di Enel distribuzione Gianluigi Fioriti. Alle accuse di scarsa comunicazione e coordinamento, i dirigenti di Enel hanno replicato parlando di 1.000 telefonate ricevute in tre giorni dai loro operatori e di 1.200 chiamate fatte dalle amministrazioni dei comuni colpiti dal blackout ai numeri riservati dell’azienda, aggiungendo l’impegno di Enel a fare “un tavolo con le istituzioni per definire aspetti puntuali ed elementi di comunicazione” in eventuali nuove situazioni di emergenza.

Tutti i guasti e i disservizi, a quanto è emerso in commissione, sono nati dalla formazione di manicotti di ghiaccio attorno ai conduttori spessi fino a 15 centimetri e dalla neve pesante che ha sovraccaricato “gli alberi al di fuori delle fasce di rispetto facendoli spezzare o cadere sulle linee elettriche”.

Sui manicotti di ghiaccio, additati come la causa dei guasti alla rete di alta tensione che ha originato i problemi alle reti di media e bassa tensione, Terna ha spiegato che sta già sperimentando a livello nazionale sistemi di prevenzione

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