Malpagati e sempre più preoccupati

Il precariato è vissuto come una spirale, su cui si ripiega per la mancanza di alternative. Lo dice la ricerca sul lavoro atipico in provincia di Bologna svolta dall’Istituto De Gasperi dell’Emilia-Romagna.
I dati, raccolti grazie a questionari distribuiti ai lavoratori dai sindacati Nidil-Cgil e Alai-Cisl, mettono in evidenza il prevalere di collaborazioni e il lavoro a tempo determinato, ma anche esperienze lavorative senza contratto. I lavoratori atipici coinvolti nella ricerca lavorano da quasi 10 anni e nel corso della loro carriera professionale il 62% ha avuto da 1 a 5 contratti, mentre il 27,9% da 6 a 10. Non solo. Nel 40% dei casi il contratto – che nella maggior parte dei casi dura meno di un anno – è stato più volte rinnovato .

Secondo la ricerca la retribuzione è un altro elemento importante: il 43% del campione guadagna tra i 400 e i 1000 euro, il 20%  (in prevalenza giovani e donne) meno di 400 euro. A questo fattore è legata la forte insicurezza sulle prospettive future: in una scala da uno a dieci il livello medio di preoccupazione nei lavoratori intervistati dall’Istituto De Gasperi è pari a 7.8. e a questo si legano i giudizi “del tutto negativi”- si legge nella ricerca – “su rappresentanze sindacali e tutele previdenziali”.

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