4 ott. – L’arcivescovo di Bologna, il cardinale Carlo Caffarra, è stato colto da un malore passeggero al termine la processione che é stata fatta in piazza Maggiore, in seguito alla messa patronale di San Petronio. Caffarra, che nei giorni scorsi aveva una leggera sindrome influenzale, si è accasciato a terra ed è stato soccorso dalle ambulanze che prestavano servizio in piazza Maggiore. Il cardinale si è subito ripreso, la causa del malore potrebbe essere un improvviso calo di pressione.
Durante un’omelia molto politica il cardinale Carlo Caffarra ha proposto la sua strada di uscita alla crisi: quella della sussidiarietà, di cui il capoluogo emiliano deve diventare un “laboratorio sociale“. Durante l’arcivescovo ha parlato di un “vero e profondo cambiamento culturale, una vera e profonda trasformazione di mentalità”.
Per attuare davvero il principio di sussidiarietà, secondo Caffarra, bisogna “abbandonare definitivamente due pregiudizi”, cioè prima di tutto la “contrapposizione tra pubblico e privato”, riconoscendo il ruolo sociale del privato. Il secondo pregiudizio da abbandonare, ha spiegato Caffarra, “è una concezione ancillare del rapporto della società civile colle istituzioni pubbliche”.

