Case Erp alle coppie gay. Malagoli contro Sel: “Nessuna discriminazione”

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Bologna, 12 dic. – Lo scontro interno alla maggioranza di viale Aldo Moro sulle case popolari andato in scena ieri è “un dibattito abbastanza sterile” secondo l’assessore alla casa del Comune di Bologna, Riccardo Malagoli. L’esponente vendoliano prende quindi le distanze dal suo gruppo in Assemblea legislativa che ieri ha votato la proposta di Franco Grillini di esplicitare, nel nuovo testo della legge, che anche le coppie dello stesso sesso possono accedere alle case popolari. “Non c’è nessuna discriminazione nella proposta di legge – aggiunge Malagoli – e da tempo persone dello stesso sesso convivono in case popolari”.

In un momento in cui la crisi abitativa si fa sentire sempre di più anche a Bologna, Malagoli accusa il Governo di non aver dato risposte e di aver lasciato soli i comuni a gestire l’emergenza. “Avevamo chiesto al ministro Lupi il blocco degli sfratti e ci ha risposto di ‘no’ perché è una soluzione vecchia. Solo che non ci ha dato alternative” dice l’assessore. Se nei prossimi giorni non ci sarà un ascolto da parte del Governo, l’Anci ha già annunciato che non si siederà alla conferenza unificata Stato-Regioni-Comuni.

A Bologna, negli ultimi 18 mesi, sono stati 800 gli sfratti richiesti, circa 680 quelli eseguiti e 120 quelli bloccati grazie alla mediazione dei tecnici comunali. “Gli addetti comunali – ricorda Malagoli – ogni lunedì mattina vanno in tribunale per tentare delle mediazioni tra inquilini e proprietari”. Il modello Bologna, dice Malagoli, “lo stanno copiando anche a Torino”. Non appena si sarà insediato a Palazzo Caprara il nuovo Prefetto, l’assessore ha annunciato che chiederà un incontro per affrontare il tema dell’emergenza abitativa.

Sul fronte delle case popolari, Malagoli attende con ansia l’approvazione della nuova legge regionale sull’Erp che consentirà ai comuni e all’Acer di effettuare controlli circoscritti e precisi sugli inquilini. Al fine di consentire un turn over troppo spesso bloccato da chi occupa un alloggio pubblico senza più averne il diritto. Malagoli ha spiegato che al momento, gli accertatori di Acer non essendo pubblici ufficiali, sono limitati nei controlli. Con la nuova legge regionale, assicura, tutto cambierà. Al momento, i controlli sulle dichiarazioni Isee delle 12.500 famiglie di inquilini, hanno portato alla scoperta di 4 mila dichiarazioni sbagliate e a circa un milione di euro di mancati affitti riscossi.

Al momento, il Comune di Bologna è riuscito ad assegnare 380 alloggi e entro la fine dell’anno la speranza di Malagoli è di arrivare a quota 450. Delle 12.500 case di proprietà di Palazzo d’Accursio, sono 38 quelle sfitte: o perché necessitano di interventi strutturali importanti o perché troppo piccole per essere assegnate (si tratta di appartamenti di 35 mq). Queste ultime verranno messe a disposizione dei Servizi sociali.

Con il bilancio non ancora approvato, per il settore Lavori pubblici è difficile programmare i cantieri. Le priorità comunque Malagoli le ha ben chiare: messa in sicurezza delle scuole e manutenzione delle strade. Dopo il terremoto del 2012, dei circa 210 edifici scolastici comunali, circa un 100 sono stati individuati come “problematici”: si tratta di edifici prefabbricati realizzati prima dell’entrata in vigore della legge regionale del 2009 che necessitano di una messa in sicurezza specifica. Dal giugno 2012 ad oggi sono state messe in sicurezza circa 50 scuole, e altrettante restano da fare.

Un’altra delega di Malagoli è quella alla Protezione Civile. Alla luce di quanto accaduto in Sardegna l’assessore si è detto abbastanza sereno che la rete di canali sotterranei non costituisca un problema per la città in caso di forti piogge. “In caso di eventi eccezionali come una bomba d’acqua è comunque probabile che andiamo sotto anche noi” dice Malagoli.

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