30 ago. – Non è ancora allarme rosso. Ma l’Emilia-Romagna continua a scalare la classifica delle regioni con il maggior numero di beni sequestrati e confiscati alle mafie, tanto da costringere le autorità ad accendere più di un riflettore. Il balzo in avanti (l’Emilia-Romagna è ad oggi tra le prime 10 regioni in Italia con il maggior numero di beni sottratti alla criminalità organizzata) è frutto soprattutto dell’ultimo biennio, che ha visto un aumento notevole dei provvedimenti di sequestro e confisca. A dirlo è il ministero di Giustizia, nella relazione sulla banca dati dei beni sottratti alle mafie, aggiornata al 31 marzo 2013, e comunicata alla presidenza del Senato l’11 giugno scorso, presentata dal ministro per i Rapporti col Parlamento, Dario Franceschini.
In un quadro generale di diminuzione dei procedimenti di sequestro e confisca dei beni alle mafie fatti in media ogni anno a livello nazionale, la relazione del ministero di Giustizia sottolinea più volte la “decisa ascesa” del nord Italia, anche con “numeri inquientanti”, essendo l’unica area del Paese in cui questi procedimenti continuano ad aumentare (144 nuovi atti nel 2012, +61% rispetto all”anno prima).
E in questo contesto, i numeri dell’Emilia-Romagna e del distretto di Corte d’appello di Bologna vengono segnalati dal ministero come “da non sottovalutare”, anche perché “si affacciano per la prima volta tra i dieci distretti giudiziari più interessati al fenomeno”.
Il commento della vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Simonetta Saliera
A livello nazionale si parla dunque di 6.456 procedimenti di sequestro e confisca alle mafie contenuti nella banca dati Sippi del ministero, di cui 2.406 nell”ultimo quinquennio. Il primato è della Sicilia, con 785 procedimenti tra il 2009 e il 2013 (32,6%), seguita da Campania (19%), Calabria (15%) e Puglia (10%). Al quinto posto si piazza la Lombardia, con 185 procedimenti, poi vengono Lazio (117), Piemonte (86) e l’Emilia-Romagna, che conta 41 procedimenti tra sequestri e confische. Considerando il biennio 2011-2012, le regioni meridionali continuano a essere quelle più interessate dal fenomeno: al primo posto sempre la Sicilia, con 357 procedimenti, davanti a Campania (268), Calabria (169) e Puglia (136). Ma, scrive il ministero di Giustizia, “cominciano ad essere inquietanti anche i dati che vengono da due regioni del nord”: Lombardia (111 nuovi procedimenti nell’ultimo biennio) e Piemonte (67). Inoltre, si legge nella relazione, “meritano una citazione anche il Lazio (33) e l’Emilia-Romagna, con 32 procedimenti”.
Guardando i singoli distretti giudiziari, dopo i primi posti di Palermo (256 nuovi procedimenti nel 2011-2012), Napoli (249) e Reggio Calabria (130), “si segnalano località geografiche finora rimaste ai margini- afferma il ministero- Torino con 67 procedimenti, Bologna con 32 e L’Aquila con 29”. Sono distretti in “decisa ascesa” e Bologna in particolare “si affaccia per la prima volta tra i dieci distretti giudiziari più interessati al fenomeno”. Nel solo 2012, tra l’altro, il distretto di Bologna conta 18 procedimenti di sequestro e confische di beni alle mafie, lo stesso numero di Catanzaro (ottavo distretto in Italia). In totale, i beni tolti alle mafie e inseriti all”interno della banca dati a livello nazionale sono 108.326: non sono solo il frutto di sequestri o confische, ma sono anche beni in fase di proposta di misura cautelare o gia” destinati dopo la confisca definitiva.

