7 lug. – Un Consiglio provinciale straordinario sulle infiltrazioni mafiose a Bologna e in Emilia-Romagna”. A proporlo è Stefano Caliandro, capogruppo Pd a Palazzo Malvezzi, dopo che il Consiglio di lunedì scorso ha approvato due ordini del giorno sulle mafie.
Il primo, licenziato all’unanimità, chiede alla Provincia e a tutte le istituzioni competenti di “vigilare
con rigore sugli appalti e su tutto il tessuto produttivo” del territorio. Al Governo, invece, chiede di
“stanziare le necessarie risorse economiche per permettere ai magistrati e alle forze dell’ordine di continuare la propria attività nella lotta alla mafia”. Infine, il testo approvato dal Consiglio provinciale propone che “il Parlamento e i suoi gruppi ripudino dalle istituzioni i parlamentari condannati con sentenza definitiva per mafia”.
Tutt’altro che unanime, invece, il voto riservato all’odg in cui il Consiglio esprime “preoccupazione per
il clima di indebolimento nella lotta contro le mafie derivante dalle norme contenute nel ddl sulle intercettazioni, dalla possibilità di vendita dei beni confiscati e dal taglio delle risorse per le forze dell’ordine e gli organismi inquirenti”.
Sul documento è arrivato il voto contrario del Pdl e l’astensione della Lega nord e dell’Udc.
