Modena, 19 set. – “Non c’è una strutturazione delle mafie forte come in Meridione, ma ci sono diversi elementi che ci preoccupano e che vanno seguiti. Abbiamo una mappatura precisa: i casalesi, ad esempio, a Castelfranco e Bastiglia, la ‘ndrangheta a Sestola e Serramazzoni. Lavoriamo ad una white list anche per gli appalti privati, e operiamo accessi nei cantieri”. Lo ha detto il prefetto di Modena, Michele Di Bari, alla presenza della presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi, in visita a Modena.
Nel consiglio comunale della città della Ghirlandina anche di diversi esponenti del “Movimento delle Agende rosse” insieme con simpatizzanti 5 Stelle. Il prefetto Di Bari ha lodato “la forte attenzione sociale” nel territorio contro le mafie e chiarito che, oltre alla “mole enorme di lavoro con la white list per il terremoto”, si sta dunque lavorando anche a liste pulite per gli appalti privati. L’attenzione della Prefettura, così come di tutte le forze dell’ordine, è in particolare sulle “compravendite” immobiliari e d’impresa, sulle “coop spurie” e “l’autotrasporto”, sulla necessità di avere “circolarità di notizie tra dipendenti e vertici aziendali” nelle imprese. Secondo il procuratore aggiunto di Modena Lucia Musti, le mafie in Emilia e in particolare nel territorio “non sono solo infiltrate o addirittura radicate, ma insediate“.
Non bisogna assolutamente abbassare la guardia, ha ammonito il sostituto, anche se “qui si conta solo una sentenza passata in giudicato per 416 bis e raramente in Emilia-Romagna si trova una associazione mafiosa autonoma rispetto alla casa madre, solo con una ‘ndrina di Crotone l’abbiamo riscontrata”. E l’Emilia-Romagna, ha ricordato il magistrato, “è l’unica regione dove non ci sono stati Comuni sciolti per associazione mafiosa”. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, da parte sua, ha ribadito che “avere un indice significativo di presenze mafiose non ci fa dormire sonni tranquilli e ci dice che dobbiamo fare di più”. Muzzarelli ha citato il processo Black Monkey e sottolineato che “due aspetti colpiscono nel rapporto” antimafia presentato oggi: “Il fittissimo ”reticolo” nei Comuni minori e la presenza di capi clan nati nelle regioni del nord”. Sulla white list e la ricostruzione post sisma, Muzzarelli ha ricordato “gli attacchi e le accuse di troppa burocrazia” ricevuti quando era assessore regionale, ma le liste pulite “dovrebbero essere una prassi normale, non solo da adottare in occasione di eventi straordinari” (fonte Dire).

