
Foto di Marco Franzoso
Bologna, 4 dic. – “Rabbia e indignazione per i gravissimi fatti rivelati dall’inchiesta della magistratura denominata “Mafia Capitale”, fatti incompatibili con la permanenza nel movimento cooperativo che si fonda su valori antitetici a quelli che stanno emergendo dalle carte dell’inchiesta della Procura di Roma”. I presidenti delle tre centrali cooperative bolognesi, Rita Ghedini di Legacoop, Daniele Passini di Confcooperative e Massimo Mota di Agci, mettono nero su bianco il proprio malessere nato dalle notizie provenienti da Roma che vedono alcune cooperative invischiate nei maneggi della cupola guidata dall’ex Nar Carminati.
Ghedini, Passini e Mota chiedono una rapida azione di autotutela dell’intero sistema cooperativo, fino a ipotizzare la costituzione in parte civile “nel caso in cui le accuse fossero formalizzate”. I presidenti delle coop bolognesi ritengono l’azione necessaria per “affermare concretamente il principio di legalità che guida l’azione della cooperazione e indicare il danno arrecato alla moralità e all’attività di milioni di soci”.
I presidenti delle tre centrali cooperative riunite nell’Aci, ribadiscono il proprio impegno “a combattere le false cooperative e a promuovere ogni azione utile a garantire che le imprese aderenti adottino comportamenti coerenti per rendere indenne l’ambiente associativo da comportamenti contrari ai Principi della Cooperazione”.
“La cooperazione- proseguono- non può limitarsi al solo rispetto delle leggi e dei regolamenti, ma deve impegnarsi a consolidare una prassi che, ispirandosi ai valori fondamentali del movimento cooperativo, persegua ogni forma di contrasto attivo dell’illegalità, della corruzione e dell’infiltrazione”.

