“Mafia Capitale”. La coop di Buzzi nel Consorzio con sede a Bologna

Bologna 4 dic.- C’è un filo che collega l’inchiesta Mafia capitale a Bologna ed è rappresentato da una delle figure chiavi delle indagini dei magistrati romani che hanno scoperchiato la cupola che foraggiava la politica di destra e di sinistra. La figura è quella di Salvatore Buzzi, dominus della cooperativa 29giugno, braccio destro dell’ex Nar Massimo Carminati, che sedeva nel consiglio di sorveglianza del CnS, Consorzio Nazionale Servizi con sede a Bologna in via della Cooperazione. E’ bene specificare che non ci sono indagati del CnS in questa inchiesta, a parte lo stesso Buzzi.

Il consorzio raccoglie 206 cooperative sparse per tutto il territorio nazionale, vince appalti secondo la logica dell’unione fa la forza ed eroga servizi alle associate. Nelle più di 1000 pagine dell’ordinanza con cui il gip manda agli arresti gli indagati, Buzzi si vanta con Carminati proprio di sedere nel consiglio di sorveglianza del CnS. “C’e’ un tempo per tutto ricordatelo- dice Buzzi all’ex terrorista nero– io oggi sono messo bene, sto dentro al consiglio del Cns, sono ri…riverito… non c’ho debiti con nessuno, a cooperativa siamo arrivati a 986 persone, lo sai quante sono 986… tante, eh?”.
Ma c’è di più ed e si tratta di un appalto che il CnS ha vinto per il trattamento dei rifiuti organici per conto della municipalizzata Ama di Roma. Una gara che valeva 21,45 milioni di euro in tutto, 4 lotti vennero assegnati al CnS: tre lotti valevano 4,22 milioni di euro, l’ultimo 3,45 milioni. Il consorzio affidò poi alle coop di Buzzi i lavori. Nell’inchiesta emerge che il giorno successivo l’aggiudicazione dell’appalto l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’Ama vengano ricompensati. “Appare assai significativa la circostanza che, il giorno successivo all’aggiudicazione della raccolta differenziata, le societa’ riconducibili a Buzzi eroghino, a favore della fondazione riconducibile a Panzironi (ex presidente Ama, ndr) e Alemanno, una somma pari a 30.000 euro”.

Buzzi verrà espulso dal CnS come ha spiegato Brenno Peterlini, il presidente del consiglio di sorveglianza. “Siamo rimasti esterrefatti – ha detto Peterlini – come tutti avvamo un’ottima considerazione di una persona che era riuscita a compiere con successo un percorso di riabilitazione sociale e a costruire una cooperativa che dà lavoro a tante persone svantaggiate”. Il riferimento è al percorso compiuto da Buzzi che è un e detenuto Per quanto riguarda l’affidamento di appalti vinti dal Cns alla cooperativa 29 Giugno presieduta da Buzzi, Peterlini ricorda cheè prassi dei Consorzi affidare gli appalti vinti ai soci delle zone dove si svolgono le attivita’ oggetto di gara.

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