Mafia. Boss ai domiciliari: la Procura ci ripensa e fa ricorso

16 dic. – Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla scarcerazione di Gerlando Alberti junior, ora scatta il ricorso in Cassazione della Procura generale di Bologna, che inizialmente aveva dato parere favorevole. Alberti, che era detenuto al carcere di Parma, è l’assassino di Graziella Campagna, la diciasettene siciliana uccisa nel 1985 perché si era trovata tra le mani l’agendina di un boss.

Il Procuratore generale reggente di Bologna, Marcello Branca, ha presentato ricorso in Cassazione contro il provvedimento del tribunale di sorveglianza di Bologna con cui era stato mandato ai domiciliari per motivi di salute il boss mafioso. Motivo dell’impugnazione sarebbe la mancanza di una perizia apposita sulle condizioni di salute di Alberti, mentre la scarcerazione sarebbe avvenuta solo sulla base di documentazione medica. Il ricorso del procuratore arriva dopo che, al momento dell’udienza al tribunale di sorveglianza, un sostituto procuratore, collega di Branca, aveva dato parere favorevole alla scarcerazione.

Lo sdegno sollevato nell’opinione pubblica derivò anche dal fatto che la scarcerazione arrivava in occasione del ventiquattresimo anniversario della morte di Graziella. Anche il ministero aveva predisposto un’indagine nei confronti del tribunale di vicolo Monticelli a Bologna, diretto Francesco Maisto.

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