Maestre irrompono in Consiglio: “Referendum sull’istituzione”

Bologna, 19 mag. – Hanno raccolto circa 350 firme per chiedere un referendum sull’istituzione scuole. Sono maestre, educatrici, precarie delle materne, dei nidi e dell’Asp Irides che contestano le scelte dell’amministrazione e dei sindacati confederali sul futuro dei servizi educativi e scolastici e che oggi sono entrate in Consiglio Comunale interrompendolo.

La giunta Merola ha sempre presentato l’istituzione scuola come un passaggio necessario per superare il precariato nelle scuole comunali, ma le maestre non sono d’accordo. “Comprendiamo le difficoltà che vi impone la legge Brunetta e riconosciamo alcune toppe che siete riusciti a porre su una coperta troppo corta e stracciata- si legge nella lettera – ma riteniamo che i sindacati confederali potrebbero comunque esercitare un’azione più incisiva e soprattutto di contratto alle decisioni prese in maniera unilaterale dall’amministrazione”.
Per le firmatarie, la scelta di creare l’Istituzione dei servizi educativi è ancora “nebulosa e fumosa” e dalle parole dei rappresentanti del Comune “si evince che il nostro datore di lavoro non ha nemmeno le idee chiare su cosa fare”. Insomma, in tanti sono “molto preoccupati” per la loro sorte e quella dei colleghi: sia gli ‘stabilizzati’ in Asp Irides che i precari  dicono che non tutti sono convinti che sia opportuno il modello in una Istituzione e nemmeno, come dice la Giunta, che “per i lavoratori non cambierà niente”. Il timore è che il Comune “usi una mano più libera e spregiudicata per attuare i risparmi che anche adesso la legge dello Stato impone, a tutto discapito del nostro lavoro e della qualità  del servizio che offriamo”.

Ad aggiungere preoccupazione c’è il recente bando per i servizi museali che per le maestre sono una pura esternalizzazione. Ai sindacati le 350 firme della petizione quindi chiedono di adoperarsi per ottenere il maggior numero di stabilizzazioni possibili in tempi brevi e che “ogni accordo a cui i sindacati dovessero arrivare con l’amministrazione sia sottoposto a una consultazione dei
lavoratori, anche tramite referendum“.  Inoltre, in caso di bocciatura, concludono i firmatari, “vi
chiediamo di non sfilarvi dalla trattativa lasciando che l’amministrazione agisca unilateralmente, ma di presentarvi ancora ai tavoli con una proposta diversa e condivisa dai lavoratori”, se necessario, “sostenuta da azioni di mobilitazioni e di lotta”.

Dopo aver atteso per qualche minuto l’arrivo dell’assessore alla Scuola Marilena Pillati e di tutti i consiglieri comunali, ai quali hanno chiesto un incontro, le maestre spazientite, sono entrate in aula hanno interrotto i lavori battendo forte le mani e chiedendo udienza.

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