7 lug. – 24 richiami scritti e 3 censure per i maestri e le maestre delle Longhena. Il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Vincenzo Aiello ha deciso ieri le sanzioni per gli insegnanti colpevoli di aver messo 10 in pagella a tutti gli alunni, ma loro lo hanno scoperto questa mattina leggendo i giornali. «Siamo indignati», dicono.
«Un finale grottesco per una stora grottesca» è il commento di Marzia Mascagni, una delle tre maestre colpite più duramente. A 24 insegnanti è infatti stato fatto un semplice richiamo scritto; ad altre tre (Mascagni stessa, Fiorella Menetti e Cristiana Costantini) è stata invece fatta una censura: di fatto un provvedimento più grave, che rimane scritto nel curriculum e che potrebbe bloccare possibili scatti di carriera. Un «provvedimento di origine politica» per la Mascagni. Le tre maestre sarebbero state sanzionate più gravemente per aver organizzato l’incontro sul voto in decimali l’11 marzo ma soprattutto per aver rilasciato dichiarazioni alla stampa. «Non abbiamo rilasciato dichiarazioni politiche, ma solo raccontato come si sono svolti i fatti», commenta amareggiata Mascagni.
Il sindacato Cobas ha scritto all’Ufficio scolastico provinciale definendo inaccettabile il modo in cui le insegnanti hanno saputo dei provvedimenti, cioé dalla stampa. Gli avvocati delle docenti hanno annunciato «iniziative in sede giudiziaria».
Dalla parte dei docenti si è schierata anche la neo assessora alla Scuola della Provincia di Bologna Anna Pariani: «Un provvedimento ingiusto, hanno fatto solo il loro dovere» – è stato il suo commento.

