Ma possiamo permetterlo?

Il sottosegretario Giovanardi, esponente dell’attuale Governo, lungi dal dare risposte agli interrogativi ancora aperti sulle responsabilità politiche e militari, nazionali e internazionali, che sono alla base della tragedia del DC9 abbattuto a Ustica, lungi dall’attivarsi sulle rogatorie internazionali, nei confronti del Governo Francese, per aggiungere pezzi di verità a questa vicenda, preferisce, come ha sempre fatto, vestire i panni del provocatore.

Si era cimentato a giugno per l’anniversario di Ustica, si era ripetuto il 2 agosto insultando la piazza di Bologna che manifestava per il trentennale della strage alla stazione definendola “una piazza piena d’odio”.

Lunedì mattina ha convocato una conferenza stampa in Prefettura, nella rappresentanza locale del Governo, per dare voce e spazio a quei periti e a quei generali dell’aereonautica, già peraltro smentiti in sede di dibattimento, che proponevano la tesi della bomba a bordo.

Dopo la conferenza stampa, l’allegra compagnia capitanata da Giovanardi ha pure intenzione di farsi una bella visita al Museo della Memoria, una visita ovviamente pensata per mettere in imbarazzo l’associazione delle vittime e la sua Presidente Daria Bonfietti.

Ovviamente Giovanardi ha tutto il diritto di manifestare le sue idee, per quanto erronee e nefaste, e certo non ha problemi a farlo. Quello che Carlo Giovanardi non si può permettere di fare, a nostro avviso, è l’irrisione alla ricerca della verità e lo sfregio alla memoria, organizzando una passerella provocatoria nel Museo di Ustica, per richiamare telecamere e media davanti all’aereo abbattuto, un bello “sfondo” da cui irradiare le sue dichiarazioni.

Ci auguriamo con tutto il cuore che alla città di Bologna sia risparmiato almeno questo triste spettacolo, che Giovanardi desista o sia cortesemente invitato a farlo.

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