Nei primi anni ottanta c’era un fornaio dentro porta Mazzini soprannominato “manonditeloanessuno”. La notte cuoceva i bomboloni per i bar, ma non disdegnava venderli (in nero) ai famelici avventori delle notti bolognesi, spesso affetti da “fame chimica” dovuta a intenso uso di cannabis.
Quando, dopo aver fatto venti minuti di fila sotto il portico, riuscivi finalmente a entrare nel laboratorio, il nostro uomo ti vendeva furtivo i bomboloni e incassava il dovuto. Però prima di andar via ti ammoniva: “Ma non ditelo a nessuno ! ”
Solo l’ispettore Clouseau avrebbe potuto non accorgersi del via vai, tra file di gente, motorini, macchine parcheggiate in seconda fila e schiamazzi notturni: infatti dopo pochi mesi gli arrivò un bel multone e il giro chiuse per spostarsi fuori porta in un bar regolarmente autorizzato.
Povero Morgan: la cocaina gli fa male, anzi malissimo, soprattutto quando ne parla. Può sniffarsela, o fumarla, ma l’importante nel suo giro (che è poi il Barnum della tv e dello spettacolo) è che uno si faccia in silenzio.
Lui invece ha rilasciato un’intervista confessando questa sua umana debolezza, poi ci ha messo una pezza che è stata peggio del buco, dicendo che gli hanno “teso una trappola“. Forse è un po’ fuso, ma gli va dato atto di esser stato sincero. Magari inopportuno, per il pericolo di imitazione/identificazione che ogni uscita di uno pseudo-vip comporta. Ma il coro di condanna che si è levato dal mondo politico, dallo show business, dalla Rai e da Sanremo è uno spettacolo ben più ignobile.
L’ipocrisia di questo nostro paese raggiunge vette ineguagliate: siamo ai primi posti in Europa per consumo di cocaina, nei bagni del Parlamento gira più polvere che a casa di Scarface e Milano è la capitale mondiale dello sniffo. Ma ci tengono a far sembrare Sanremo lindo e pinto come il coro dell’Antoniano.
Vedere con quale indignazione “il direttore di RaiUno, Mauro Mazza, d’intesa con il direttore generale, Mauro Masi, dopo aver consultato il direttore artistico del festival Gianmarco Mazzi”, hanno deciso l’esclusione del cantante da Sanremo, facendosi portavoce di tutto il gran coro dell’ipocrisia festivaliera, dà una certa nausea: è come vedere tanti Fabrizio Corona indignarsi per la costante violazione della loro privacy.
Paolo Soglia
p.s.
L’altro giorno Morgan era a Bologna a presentare un’iniziativa assieme a Stefano Bonaga, ve lo riproponiamo così:


Un commento
Caro Paolo Soglia, non ho capito il senso dell’editoriale…
ovvero, che viviamo in paese bacchettone e ipocrita è di fatto una realtà ormai consolidata…Che il mondo politico, giornalistico, clericale ed intellettuale interviene in pubbliche ed inutili reprimende ad uso pubblico, lasciando sostanzialmente inalterati i problemi che dovrebbe risolvere è cosa altrettanto nota…ma in questa precisa questione che cosa si sarebbe dovuto fare?
Morgan, talentuoso uomo di spettacolo, ha passato un limite di intelligenza: ha detto delle cose gravissime in un intervista che sapeva diventare di dominio pubblico su un mensile per giovani come Max…non solo ha sdoganato la coca, lui mito adolescenziale, ma l’ha assunta a rango di antidepressivo di lusso, arma efficace per sconfiggere l’ansia di vita!!
Morgan, temo per conquistare una facile visibilità a due settimane dal Festival di Sanremo, ha usato un’arma sporca per chi come me combatte ogni giorno per far si che il proprio figlio non cada in facili vie di uscita dalle fatiche esistenziali…quindi Morgan deve pagare per la cazzata che ha fatto! e per un personaggio pubblico che vive in un paese ad etica zero come il nostro, pagare vuol dire star fuori un giro dal circo barnum!! logico e rigoroso come deve essere….che poi Giovanardi, Mazza o Gasparri diano fuoco alle fauci dispiace anche a me, ma non perché loro si son seduti dalla parte della ragione, io mi devo per forza sedere dalla parte del torto!!
con immutata stima di ascoltatore!! GF