Settimana ricca. Tra sabato e martedì mattina la città dei cavalier tentenna ci ha regalato non una ma ben due decisioni: la candidatura di Stefano Aldrovandi e la non candidatura di Anna Maria Cancellieri.
Il “parto” di Aldrovandi è stato lungo e non privo di travagli. Poi, cogliendo al balzo l’indecisione di Cancellieri di sabato scorso all’ex AD di Hera si son rotte le acque e il bimbo è nato. Decisione irrevocabile dice Aldrovandi.
Cancellieri invece ha concluso la sua dieci giorni di passione ieri mattina, con un secco comunicato in cui si annunciava la non-candidatura, poiché, dice la commissaria “da più parti mi si indica come candidato di parte, esprimo la mia indisponibilità ad essere espressione di qualsiasi schieramento politico nazionale o locale.”
Stupisce che una donna navigata come la Cancellieri non abbia valutato che togliendosi la maglietta dell’arbitro a 10 minuti dalla fine della partita per entrare in campo qualcuno se ne sarebbe giustamente avuto a male. D’altronde, neanche i leader maximi e i dittatori, pur volendo rappresentare tutti fanno a meno di un partito. Almeno uno (il loro) ce l’hanno….
La Cancellieri ha sbagliato due volte: la prima quando si è fatta tentare, non rimanendo insensibile alle lusinghe di spezzoni di ex guazzalochiani e del centrodestra, la seconda annunciando ingenuamente, dopo tanti dinieghi, che forse forse un pensierino a Palazzo D’Accursio poteva anche farlo.
Andando a Roma per ottenere protezioni e investiture ha poi solo peggiorato le cose.
In questo modo rischia di concludere male un mandato tutto sommato per lei molto positivo: Il gradimento di un pezzo di città per la Cancellieri è autentico, e il successore “politico” avrà comunque per un po’ la sua ombra sulle spalle.
Le conseguenze di questa doppia notizia, dentro Aldrovandi e fuori Cancellieri gettano il centrodestra nel panico. A Bologna il Pdl non ne azzecca una da tempo. Nel 2009 hanno puntato su Cazzola obtorto collo, abbandonandolo un minuto dopo le elezioni. Il caso Delbono gli ha regalato una insperata rivincita e loro, invece che andare alle elezioni subito, con un Pd allo sbando, hanno temporeggiato rinviando di un anno e mezzo le urne. Adesso si ritrovano messi come prima anzi peggio, visto che intanto han litigato a Roma, è nata Fli, il terzo polo e il Cavaliere è alle corde.
Senza idee, senza strategia politica, senza uno straccio di nome non san dove sbattere la testa. Stanno dunque maturando le condizioni ideali perché per un Pd pur mediocre e appannato si metta bene: se poi salta Berlusconi e si va all’election day in via Rivani doppio brindisi..
Paolo Soglia
Ps.
L’ultimo pensiero, tenero, è per il Resto del Carlino Bologna: un amore infranto, una decisione ferale quella di Cancellieri, a cui gli amici ai vertici del Carlino non si vogliono rassegnare. E come le mogli dei dispersi in Russia restano sul terrazzone di Via Mattei a scrutare l’orizzonte dicendosi l’un l’altro: “vedrai che torna”.


2 commenti
Sono d’accordo solo fino ad un certo punto con l’analisi.
Di buono la Cancellieri ha sicuramente avuto il fatto di aver finalmente adottato una serie di misure non tanto straordinarie, quanto di buon senso…
Pochi annunci rutilanti e un po’ di azioni concrete senza troppe lungaggini…
Prendi il discorso sulla lotta ai graffiti (per il quale è stata crocifissa sia da destra che da sinistra). Certamente ci saranno cose più importanti di cui occuparsi… ma l’immagine che una città dà di sé è fondamentale. Certo, non finisce lì è la prima e l’ultima cosa di cui un Commissario deve occuparsi… ma è molto di più di quello che hanno fatto molti amministratori di destra e di sinistra negli ultimi anni.
Con la Cancellieri in campo, il centrosinistra avrebbe rischiato seriamente di perdere, perché il suo problema è proprio che è prigioniero della logica dell’annuncio, del comunicato stampa, dell’immagine fine a sé stessa e non si confronta più da troppo tempo con la città e con i propri cittadini.
Tiro a indovinare, ma è probabile che lei abbia rifiutato perché ha chiesto al PDL delle garanzie di autonomia e indipendenza che non le hanno voluto dare… e su questo sono molto d’accordo… non ne azzeccano una da tempo…
una furbacchiona