Sono a un passo dalle ferie, me ne sto andando su un’isoletta in cui ci si muove solo a piedi in bicicletta o al massimo in scooter. La condizione ideale dunque per dire qualcosa sul tema che sta surriscaldando la già afosa estate cittadina: l’apertura del centro storico a partire dalle 18.
Molto è già stato detto ed è quindi inutile ripetersi: è una decisione sbagliata, frutto di una velleità che con un orrendo neologismo potremmo definire trecentossessantagradismo, cioè la voglia di rappresentare il cerchio e anche la botte.
La commissaria ha infatti motivato la sua decisione affermando che “molta gente le ha chiesto di spegnere anticipatamente Sirio”, che lei “deve tenere conto dell’opinione di tutti” e che “è utile sperimentare per lasciare elementi di valutazione alla prossima amministrazione”.
Ora, che ci sia gente che Sirio lo vorrebbe spento per sempre è noto da tempo, che si possa sperimentare l’accorciamento di Sirio in luglio e agosto è quantomeno dubbio, ma è l’ultimo elemento che desta preoccupazione: su Sirio infatti non c’è più nulla da valutare. E’ in funzione da anni e se ne conoscono pregi e difetti.
La decisione di limitarlo, quindi, non può essere spacciata per una decisione tecnica. E’ una decisione politica e la Commissaria se ne deve assumere la responsabilità.
Che è poi quella di avvalorare una falsa credenza, ovvero che un luogo viva e prosperi solo in funzione a quante auto vi circolano intorno. Non è così, e ci sono ormai talmente tanti esempi concreti che lo dimostrano che ci si stufa a citarli tutti. Questo argomentare rischia solo di portarci indietro di anni.
Un’altra falsa credenza, avvalorata da qualche giornale e opinionista, è che da una parte ci sia la “Cancelliera del Popolo”, che sta coi cittadini, e dall’altra un manipolo di acidi benestanti/intellettuali che sfruttando le proprie leve dentro partiti e fantomatici gruppi di potere non guarda “ai veri interessi della città”.
Nulla di più falso: esiste invece una maggioranza di cittadini (e tra loro molti commercianti e residenti) che non sono affatto favorevoli a un allentamento dei controlli e all’invasione del centro da parte delle auto. Sarebbe bene che anche certi quotidiani d’opinione ne prendessero atto. Dunque riponiamo per favore la favola del “Commissario del Popolo” (Volkskommissar..) contro le bieche lobby ambientaliste.
Al tempo stesso è auspicabile, a mio avviso, evitare improbabili vie giudiziarie (coi tempi italiani?) e la demonizzazione generica delle persone in base alla loro professione o residenza. Occorre invece che l’opposizione a queste mezze marce indietro passi attraverso una presa di responsabilità pubblica, per contrapporre al pilatesco modo di governare di chi da ascolto “un po’ a questi e un po’ a quelli” un piano alternativo, che butti la palla in avanti, e che diventi subito un preciso impegno politico per chi intende ricandidarsi al governo della città.
Qualche esempio: riconversione completa dei sistemi di riscaldamento, ampliamento delle zone pedonali, controlli veri sui possessori dei pass (compresi i portatori di handicap), abbattimento delle tariffe dei parcheggi, bus gratis per bambini sotto i dieci anni e i loro accompagnatori, forti sconti tariffari sui mezzi pubblici tra le 8 e le 19, nuove licenze per servizi di mototaxi su mezzi ecologici.
Tutti si lamentano che in città si fanno solo nomi di candidati e non si parla di programmi, ma il peggio è che questi candidati in pectore (sfornati da partiti, giornali, etc etc) non dicono mai nulla di nulla. Settembre è dietro l’angolo e anche le elezioni non sono poi così distanti.
Paolo Soglia


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