M5S. Pizzarotti: “Non mi candido in Provincia”. Ma il sindaco di Comacchio sì

federico pizzarottiBologna, 17 set. – Dopo aver detto di volersi candidare alle prossime elezioni di secondo livello per la Provincia di Parma, Federico Pizzarotti fa marcia indietro, e su facebook parla di una “riflessione ponderata e doverosa”. Non ci sarà dunque il nome del sindaco di Parma (e degli altri candidati del Movimento) nel listone Pd-Fi. Il listone, nato con l’idea di garantire a tutti i partiti una rappresentanza nell’ente di secondo livello, rimane orfano non solo dei 5 Stelle ma anche di quella parte del Pd parmense che si è schierata contro l’operazione, spaccando così in due il fronte democratico. Sarebbero state proprio le divisioni tra i democratici a convincere Pizzarotti. “Io penso che questa fronda abbia danneggiato il nostro territorio perché potevamo essere davvero un faro per tutta Italia”.

A rimanere sulle sue posizioni è invece il sindaco di Comacchio, il pentastellato Marco Fabbri. L’esponente del Movimento 5 Stelle è candidato per le elezioni provinciali di Ferrara contro il diktat di Beppe Grillo, che sul blog aveva dato indicazioni chiare.”Il M5s – si legge sul blog di Grillo – continuerà a non presentare le proprie candidature in un organo politico del quale auspica la soppressione”.

Fabbri fa parte della lista unica, composta da vari sindaci del territorio, fra cui anche il sindaco di Bondeno, il leghista Alan Fabbri. La lista unica, a maggioranza Pd, sostiene come candidato presidente il sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani (Pd). Insieme a Pizzarotti Fabbri è uno dei due sindaci a cinque stelle dell’Emilia-Romagna.

Pizzarotti invece motiva via facebook il suo dietro front. “Ho letto – scrive Pizzarotti – che mi sarei candidato per le Provinciali. Prima cosa: non mi candido per le Provinciali. E’ stata una riflessione ponderata e doverosa. Preziosi sono stati anche i contributi arrivati dalla rete. Ciò che è stato e che è tuttora un dialogo tra 46 sindaci che rappresentano 400 mila abitanti e una Provincia in emergenza, per i giornali si è trasformato in giochi di alleanze o quant’altro”. E ha spiegato: “In questi mesi ai sindaci ho chiesto di anteporre gli interessi del territorio rispetto a logiche di spartizione. La Provincia, a differenza del passato, non dovrebbe più essere un campo di battaglia tra partiti e movimenti”. Insomma, “la Provincia non dovrà essere rappresentata da nessun partito, ma dalle sue Istituzioni, considerando giusto che a farlo siano i soli sindaci della Provincia. Questo ho chiesto alla luce del sole. Su questo si è basato il dialogo”. Nel lungo post, Pizzarotti motiva inoltre al M5s la necessità di confronto, perché “il dialogo aiuta a risolvere i problemi”. E spiega che le competenze della Provincia riguardano “anche l’Ambiente: quell’inceneritore che tanto abbiamo contrastato e che in tutta Italia contrastiamo è proprio lì, a portata di mano, tra i poteri della Provincia. Si devono aprire nuovi dibattiti all’interno del MoVimento, con la consapevolezza che il più alto progresso di una Comunità lo si raggiunge col confronto e non con i dogmi. Questo perché un giorno, se riusciremo, le Province non esisteranno più, ma potrebbero far posto ad altre forme di rappresentanza, come ad esempio le Aree Vaste. Ci saranno nuove competenze per i sindaci e i Consigli Comunali, nuove forme di governo. In quel caso faremo finta di niente o affronteremo il dibattito?”. Insomma, “queste cose vanno dette, vanno pensate, per responsabilità e perché è giusto affrontare i temi che riguardano il nostro Paese, anche nelle forme più piccole di rappresentanza. Il Movimento 5 Stelle deve affrontare questi temi, il prima possibile. Anche a partire da domani”.

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