L’Urlo della scuola: “Dei tagli non se ne può più”

23 mar. – “La scuola semina, la società raccoglie“. E’ in questo striscione, mostrato con orgoglio dai bambini delle scuole Longhena, il senso dell’urlo partito oggi da Bologna, e da tante altre parti d’Italia, indirizzato al governo “dei Professori”. La scuola pubblica italiana non ce la fa più ad andare avanti dopo dieci anni di tagli continui e di riforme finalizzate al solo risparmio economico.

La giornata di oggi, “L’urlo della scuola pubblica per una nuova primavera dell’istruzione pubblica“, ha visto una miriade di iniziative nelle scuole cittadine di ogni ordine e grado. Dall’urlo “ascoltateci, per Bacco” scoppiato alle 11 durante la sessione di laurea nell’aula magna della facoltà di scienze della formazione, alle assemblee nelle scuole superiori e alle feste in quelle primarie, la mobilitazione di studenti, genitori, insegnanti, ricercatori è sfociata nel presidio delle 18 in piazza del Nettuno. Circa 400 i partecipanti che si sono radunati attorno al Nettuno per ribadire che la scuola, anche in tempo di crisi economica, non può continuare ad essere tagliata: “Quando si taglia la scuola si taglia il futuro” dicono i genitori.

Dopo l’urlo di oggi, per richiamare l’attenzione, domani le proposte. Due i convegni che in contemporanea, alle 10, si occuperanno di scuola e università. Il primo al teatro Testoni, dove si terrà la “Convenzione nazionale per la scuola Bene Comune pubblica, capace, accogliente“. Nell’aula Barilla di piazza Scaravilli, nel cuore della zona universitaria, si riunirà invece l”Assemblea nazionale per un’università bene comune“.

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