18 feb. – Quindici pecore sbranate da un gruppo di tre, quattro lupi. Dove? in una frazione di Borgo Tossignano, nell’imolese. La notizia fa discutere sul Carlino Imola: .. l’esperto non ha dubbi: la strage di pecore consumata fra i calanchi di Campiuno nella notte fra sabato e domenica ha tutte le caratteristiche per essere attribuita ai lupi. Lo dice il dottor Loris Visani, che conosce bene i predatori ormai di casa anche nelle vallate dell’Imolese. Visani ha esaminato ieri le carcasse delle sei pecore e dei nove agnelli sbranati nell’ovile di Roberto Ronchi, che abita con la moglie nell’ex canonica della chiesa di Campiuno, in una splendida zona che si affaccia su Borgo Tossignano. «Le caratteristiche sono quelle di un’aggressione da parte di lupi — conclude Visani — e due sono fondamentali: il consumo della carcassa, è stato evitato il rumine e sono stati mangiati solo gli intestini e il fegato, e la modalità dell’attacco con un colpo preciso al collo dell’animale».
Coldiretti lancia l’allarme e chiede protezione: “Sono due anni che ripetiamo che ci sono i lupi nel nostro territorio” ricorda ironicamente Roberto Maddè, Direttore di Coldiretti Bologna “era ora che qualcuno finalmente ne prendesse atto. Due anni che chiediamo i danni agli enti pubblici per i nostri animali sgozzati. Ma soprattutto due anni che chiediamo interventi per proteggere quegli animali, per tenerli in vita. E cosa abbiamo ottenuto? Brillanti discussioni sulla natura dei predatori: sono lupi o non sono lupi? sono cani inselvatichiti, no sono cani randagi, insomma sono canidi non meglio specificati”.
L’associazione lamenta che sono ormai decine i capi di bestiame sbranati sull’Appennino imolese, e chiede che i predatori siano distribuiti in altre zone: “Il lupo è specie protetta da trent’anni: perché, tanto per cambiare, non mettiamo sotto protezione anche le ricchezze del nostro territorio? Proteggiamo i nostri agricoltori, oltre che i lupi: in montagna sono loro che stanno diventando una specie in via di estinzione. Se continuiamo di questo passo” conclude Maddè “avremo greggi sorvegliati come se fossero roccaforti e campi e pascoli recintati per difendere le nostre coltivazioni da lupi, cinghiali e ungulati.
picture by martino.pizzol

