Bologna, 11 feb . – Blitz del collettivo Cua questo pomeriggio a Lettere, dove era in corso il Consiglio della Scuola in seduta congiunta col Comitato scientifico della Biblioteca di discipline umanistiche dell’Alma Mater di Bologna, per discutere proprio delle continue occupazioni del collettivo in via Zamboni 36 e 38. L’oggetto della riunione, specifica l’Alma Mater in un comunicato, “verteva sulla situazione di degrado che da tempo si protrae nei locali di via Zamboni 36 e 38, che conoscono una quotidiana occupazione da parte del collettivo stesso nelle ore diurne e notturne, con serio pregiudizio delle attrezzature e degli arredi, nonché con conseguenze intollerabili rispetto all’igienicità e alla funzionalità dei luoghi, cui si aggiunge il costante disagio del personale tutto”.
L’incontro, fa sapere l’Ateneo in una nota, “non si è potuto svolgere per l’arrivo di esponenti del Cua che, non invitati, hanno impedito il regolare andamento dei lavori”. E ora, “vista la gravita” dei fatti”, l’Ateneo potrebbe scegliere di usare il pugno duro con il collettivo. La Scuola di Lettere e la Biblioteca, infatti, “si riservano di intraprendere le più appropriate azioni legali mirate non solo a garantire in futuro il regolare svolgersi delle attività accademiche, ma anche a risolvere definitivamente un problema che non solo ipoteca le attività di studio e di ricerca di Ateneo, ma che rappresenta una vergogna per tutta la città”.
In un comunicato pubblicato su facebook il collettivo universitario racconta la propria versione dei fatti: “Davanti alla richiesta di presenziare all’assemblea e, successivamente, di leggere un documento che desse la nostra visione rispetto alla questione “spazi , studenti e occupazioni”, il preside Marmo ha deciso di interrompere e annullare l’assemblea. Alla faccia della tanto millantata libertà di espressione! Il sottrarsi, da parte di Marmo e del consiglio, ad un confronto con le istanze che volevano essere portate in quella sede rappresenta un segnale chiaro di come si voglia trattare la questione: erigere muri e ignorare i bisogni e la voce degli studenti!”
“Il comportamento odierno del Cua – dichiara il rettore Ivano Dionigi – dimostra che nella sedi universitarie di via Zamboni 36 e 38, si è superato il livello di guardia. Colpisce soprattutto il fatto che un ristretto gruppo di giovani impedisca il regolare svolgimento della vita istituzionale e da lungo tempo metta in seria difficoltà il personale docente e tecnico amministrativo nella loro attività lavorativa”. Il Rettore stigmatizza “l’azione prevaricatrice e illegale del Collettivo, ribadisce che l’uso degli spazi universitari deve avvenire nel rispetto delle regole e confida – come peraltro è sempre avvenuto in questi cinque anni – nella piena collaborazione delle Istituzioni preposte alla tutela della legalità e dell’ordine pubblico”.

