Lume, showcase live: luce e calore a Maps

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25 nov. – Un inizio surreale, a base di “ehi” e “ciao”: Anna Carazzai, Andrea Abbrescia e Franz Valente, cioè i Lume, si sono presentati in maniera bizzarra ai nostri microfoni la scorsa settimana, quando sono passati da Maps per presentare il loro esordio self-titled con uno showcase acustico dal vivo. Il trio ha come band di origine i Love in Elevator, ma la musica dei Lume (“Che per noi è luce e calore“, ci ha detto Franz) si è sviluppata autonomamente, è ancora più varia, muta di continuo, un po’ come la luce nel cielo. Forse dipende dall’unione delle tre anime differenti: Andrea ci ha rivelato che “Franz è un matematico nella stesura dei pezzi” e che nella struttura delle canzoni del debutto della band c’è la precisa volontà di sorprendere l’ascoltatore, spostando un ritornello, per esempio, rompendo la struttura pop. “La commistione dei timbri miei e di Franz”, ci ha detto Anna, “è un’altra cosa che funziona bene” e, aggiungiamo noi, che rende interessante l’album.

A dare il tocco finale, però, è stato Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, che ha curato tutte le sovraincisioni, suonandole personalmente e dando al disco il carattere che la band desiderava. Anna le ha chiamate “scintille fasoliane”: “Ha capito contrasti e dissonanze e il disco gli è piaciuto molto.” I contrasti del disco sono davvero una delle caratteristiche dell’album che la band ha presentato nei nostri studi: la luce citata da Franz è un elemento fondamentale di un disco che, come una giornata, comincia con una “Sunrise”, “alba”, incorpora inediti elementi elettronici, si conclude “suonato, rock and roll”. Ma sapete qual è la città legata al disco? Trieste, che mare, montagna, bosco, colline, città: una delle città più belle d’Italia, affascinante e dalla luce estremamente mutevole. Un po’ come questo album di debutto.

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