L’ultimo tabù: assegnatari di case Asp, fate outing

Sull’onda del caso del Pio Albergo Trivulzio tra un po’ anche le Asp bolognesi tireranno fuori i nomi degli assegnatari. Circoleranno gli elenchi e tutti si eserciteranno alla ricerca del nome noto, del politico, del professionista famoso.
Da un lato c’è una giusta esigenza di trasparenza, dall’altro è evidente che la pubblicazione dei nomi innescherà la caccia al nome grosso e una caterva di polemiche e livori. I chiamati in causa si difenderanno dicendo che non v’è nulla di irregolare, spiegheranno come hanno avuto la casa e quando. Quanto pagano e quanto guadagnano. Non mancheranno, c’è da crederci anche casi imbarazzanti o risposte imbarazzate.

Bisogna dire che la casa, molto più del reddito, dell’evasione, dei comportamenti moralmente discutibili, rimane forse l’ultimo tabù che resiste in Italia.
Anni fa sono stati pubblicati sui giornali i redditi lordi dichiarati dai bolognesi. Con nostra somma sorpresa abbiamo scoperto che l’assai parco stipendio che è in grado di garantirci la nostra cooperativa qui in radio non aveva nulla da invidiare rispetto ai guadagni dichiarati da tanti conoscenti che svolgono professioni ben più remunerative.
Abbiamo appreso che la ricca Bologna è piena di gente con redditi “rumeni”: avvocati alla fame, architetti sotto il livello di povertà, dentisti che guadagnano come dignitosi impiegati, gioiellieri e orafi e tanti commercianti in stato di indigenza.

Potremmo continuare. La cosa però, oltre a qualche sfottò e qualche mugugno, non ha portato ad alcuna conseguenza, nessuno dei citati si è sentito offeso, svergognato e messo in piazza. Dopo qualche indignata reazione da parte di Ordini professionali vari o associazioni di categoria che hanno spiegato “il dato” invitando a non far di tutte le erbe un fascio (per carità) la cosa è finita li.

Per la casa è diverso. Sulla casa non si scherza e un’assegnazione opaca, di favore o addirittura truffaldina fa montare la riprovazione generale. D’altronde non è la casa il supremo bene rifugio per i redditi degli italiani? Tra i pochissimi casi di dimissioni di politici e potenti spesso c’è di mezzo una casa. Gli scandali sono ormai classificati con l’ubicazione dell’immobile: la casa di Montecarlo per Fini, quella al Colosseo per Scaiola, e via titolando, fino all’ultimo scandalo delle assegnazioni del “Pio Albergo Trivulzio” che di pio, da lustri ha solo il nome….
Ebbene, dopo il caso milanese del Trivulzio anche a Bologna ora si chiede a gran voce di rendere pubblici i nomi degli assegnatari del patrimonio delle Asp: “Poveri Vergognosi”, “Irides” e  “Giovanni XXIII” . A quanto pare anche sul piano della privacy nulla osta, quindi a breve verranno redati gli elenchi.

Bisogna quindi fare doverosamente una premessa:  le Asp non sono l’Acer.  Prima di gettare il sasso dunque ricordiamo che non è  necessariamente obbligatorio per ogni ente assegnare le case ai più bisognosi (come prevedeva invece lo Statuto del Trivulzio).

Il regolamento dell’Asp “Poveri Vergognosi“, ad esempio, prevede la valorizzazione del patrimonio immobiliare con aste al rialzo. All’art. 6 si legge : “L’assegnazione sarà disposta in favore del miglior offerente, a condizione che il reddito annuo  netto complessivo del nucleo familiare documentato  sia di importo pari almeno al triplo del  canone offerto in aumento. In caso di parità di offerta, l’assegnazione sarà disposta in favore  dell’offerente che abbia documentato il maggior reddito annuo netto complessivo del nucleo  familiare, desumibile dall’ultima dichiarazione dei redditi”.
Paradossalmente, si potrebbe eccepire se le case fossero affittate a canoni troppo bassi. Dunque, oltre che al reddito, è sulla regolarità dei bandi, sulla loro pubblicizzazione e trasparenza e sulle modalità d’assegnazione che si deve vigilare.

Ebbene cari assegnatari, fate cadere l’ultimo tabù: scriveteci, raccontateci la storia della vostra assegnazione senza aspettare la pubblicazione degli elenchi. Lo spazio dei commenti qui sotto è a disposizione di tutti coloro che vogliono “fare outing”, spiegando il perché e il percome son finiti in una casa Asp.

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