7 sett. Sono arrivati anche dalla Francia e dalla Spagna. Giocatori ed ex, tifosi, amici e parenti.
Erano un migliaio oggi a salutare per l’ultima volta Gianluigi Porelli, per un ventennio padre padrone della Virtus Pallacanestro, morto venerdì scorso all’eta di 79 anni.
Ai suoi funerali, che si sono tenuti questa mattina nella cattedrale di San Pietro, c’era anche Ettore Messina, ex allenatore della Virtus, ora sulla panchina del Real Madrid.
Messina, che Porelli scoprì facendogli guidare le giovanili, lo ha ricordato dall’altare assieme a Riccardo Moraschini, diciottenne speranza della Virtus.
“Devo tutto a lui” ha detto Dan Peterson, che Porelli ingaggiò da sconosciuto allenatore della Nazionale cilena e che portò alla Virtus una coppa Italia e uno scudetto.
“Provo la stessa sensazione di quando vennero a mancare i miei” ha ricordato Dino Meneghin, ora presidente federale ma per tanti anni avversario in campo della Virtus.
Tra i tanti anche Alberto Bucci, l’allenatore del decimo tricolore, e i due campioni che Porelli portò a Bologna: Renato Villalta e Roberto Brunamonti.
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