22 apr. – L’ex assessore al welfare durante il lungo interrogatorio di mercoledì in procura non ha voluto scaricare l’ex sindaco Flavio Delbono ma l’ha di fatto smentito ritrattando il fatto di aver consegnato le due buste a Cinzia Cracchi di cui, il 6 febbraio scorso, aveva detto di non aver mai conosciuto il contenuto nonostante le avesse date alla donna. ” Questa è la mia ultima versione, quelle buste non ci sono state”, avrebbe detto. Per lei potrebbe cadere l’accusa di false informazioni al pm ma Lazzaroni è indagata anche per altri reati: intralcio alla giustizia, induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria per il capitolo delle pressioni su Cinzia e delle offerte per ammorbidire la sua posizione. Proprio tra queste è inserito il progetto, poi sfumato, dell’ufficio del Cup in Comune.
Lazzaroni ha spiegato di aver avuto un ruolo defilato nella vicenda ma soprattutto di non aver partecipato a dicembre al momento in cui all’interno della convenzione tra palazzo d’Accursio e il Cup veniva inserita la clausola che prevedeva l’apertura dell’ufficio. Il suo avvocato Guido Magnisi ha prodotto oltre 40 documenti su questo punto. La pm Morena Plazzi sentirà al più presto altre persone per approfondire questo passaggio, potranno essere convocati testi sia del Cup che della passata amministrazione. “Ho sempre detto sia a Delbono che a Cracchi che la sua presenza in Comune mi sembrava inopportuna” avrebbe detto Lazzaroni al magistrato.

