17 nov. – Non è certo una novità per il pm Lucia Musti l’allarme lanciato stamattina dalle pagine del “Fatto Quotidiano” sul rischio di infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna. Musti, prima di essere trasferita alla Procura di Modena nel settembre 2009 aveva lavorato, dal 2003, presso la Dda di Bologna. E di certo trova “pieno accordo” e avvalora i dati dell’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia, secondo cui in Emilia-Romagna le infiltrazioni sono una realtà consolidata.
Rispetto però all’articolo del quotidiano, che fa riferimento a una intervista pubblicata anche sul blog di Antonio Amorosi, ex assessore della giunta Cofferati, all’imprenditore calabrese Gaetano Saffioti, dove si affermava che ‘ndrangheta e camorra “lavorano a Bologna nei cantieri più importanti” e che “il progetto di ristrutturazione di Piazza Maggiore è stato firmato da ditte legate ai clan Alfieri e Nuvoletta”, la Musti non è d’accordo. “Personalmente io non ho registrato nessuna presenza, almeno fino al settembre 2009″, spiega la pm, e anzi “questo era un dato che risultava tranquillizzante. Perlomeno fino a quando sono stata presente in quell’ufficio”.
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Rispetto poi alla dichiarazione riportata dal Fatto di Gaetano Saffioti, quando nell’intervista presente anche sul blog di Amorosi si dice convinto che certe sue rivelazioni porteranno a imminenti arresti anche a Bologna e in generale al Nord, Musti commenta: “Mi sembra come prevedere che domani sorgerà il sole”.

