12 sett. – Ancora un serial killer si aggira per le pagine dell’ultimo romanzo di Carlo Lucarelli Il sogno di volare (Einaudi Stile Libero) e ancora una volta tocca all’ispettore di Polizia Grazia Negro stanarlo. Ma è un omicida seriale che non segue le motivazioni solite. A far agire il Cane, a fargli azzannare le vittime, appunto come un cane inferocito, è la rabbia verso il “come va il mondo”, verso l’impunità che sembra avvolgere ogni tipo di crimine. È la rabbia qualunquista che spesso fa capolino anche dentro la nostra testa, prima che ci si dica “un attimo, ragioniamo”. Ecco, il Cane non pensa, agisce sbranando il cuore delle proprie vittime. In un momento di grandi decisioni da prendere per la sua vita, Grazia Negro scoprirà quanto dolore possa procurare il suo morso. Ambientato nella Bologna commissariata del 2010, “esemplarmente confusa e totalmente priva di direzione”. Ascolta l’intervista realizzata, per Humus, da Sergio Rotino.
