18. feb – Dopo il presidio fatto mercoledì fino alle 19 in piazza del Nettuno, le manifestanti si sono date appuntamento a lunedì 23 per un’assemblea cittadina di donne e lesbiche, che si terrà dalle 20,30 presso la sede dell’associazione Armonie, in via Emilia Levante 138. Servirà a organizzare un’iniziativa pubblica per «prendere la parola contro la violenza maschile», spiegano “Quelle che non ci stanno”.
«La violenza maschile per noi non è un’emergenza, perché la vediamo tutti i giorni», chiarisce Susanna Bianconi della “Casa delle donne per non subire violenza” e ricorda che sono state 490 le donne che si sono rivolte alla Casa nel 2008. «Ronde e castrazione sono proposte che offendono le donne», sottolinea Bianconi.
«Ci ritroviamo impauriti ed egoisti e lo dimostra il fatto che alcuni cittadini hanno preferito voltare la faccia dall’altra parte mentre si consumava lo stupro», ha detto durante il presidio Beatrice Draghetti, presidente della Provincia di Bologna, riferendosi all’episodio della 15enne aggredita in via Mattei venerdì scorso. Draghetti indica come un «errore» l’identificazione fra “stranieri” e “violenti”. «La violenza maschile è sempre presente, per questo le istituzioni devono promuovere insieme alle scuole interventi di prevenzione», ha concluso la numero uno di Palazzo Malvezzi.
Ieri sono stati diffusi nuovi dati sulle violenze sessuali a Bologna: Nel 2008 ci sono stati 180 casi denunciati, di cui il 70% avvenuti nelle mura di casa. Una piccola diminuzione rispetto al 2007, ma con alcuni casi più gravi, secondo il prefetto Angelo Tranfaglia.
Sabato 21 saranno i giovani del quartiere Mattei-Martelli a mobilitarsi. Dalle 15.30 alle 17.30 nella Piazza dei Colori daranno la loro testimonianza civica, per sconfiggere la paura. A promuovere l’iniziativa il centro polivalente e la biblioteca della zona.
Oggi si è appreso che Loyos Istocosa, 20 anni, cittadino romeno, fermato per la violenza della Caffarella, e forse coinvolto anche in quella del gennaio scorso al Quartaccio, è passato da Bologna. Arrivava da Roma, dove il Prefetto aveva deciso la sua espulsione in base al decreto Prodi per l’allontanamento dei cittadini comunitari. Bloccato nella nostra città, tramite un avvocato si è rivolto alla magistratura cittadina che ha deciso di annullare la decisione del prefetto di Roma. Secondo il Tribunale di Bologna non c’erano motivi validi per l’espulsione. Così Loyos Istocosa è tornato libero e ha raggiunto di nuovo la capitale.
Pictures by Chiara Ronzani

