12 gen. – “Non c’è stato calcolo nel farlo, semplicemente ero in un ambiente in cui di questi temi, di diritti civili, si stava parlando e ho fatto riferimento al mio sentire personale, a quello che sono io“. Così, il giorno dopo del tribattito al Cassero dove ha parlato “da teologo, da gay e da quello che sono”, Benedetto Zacchiroli commenta il proprio outing e strappa l’applauso più vero della serata. Si stava parlando “di diritti civili, di matrimoni omosessuali, di Aids, di servizi e campagne di sensibilizzazione”, spiega il primarista, “dunque ho parlato semplicemente come persona informata sui fatti“. Detto questo, continua Zacchiroli, “non credo che debba diventare un argomento politico se una persona è gay e si candida a diventare sindaco. Mi sembra una cosa molto normale”.
“Da teologo e da gay”, ha spiegato ieri sera Zacchiroli, “non mi stupiscono le posizioni del Vaticano su questi temi. Semmai mi stupisce che il Pd e la sinistra non reagiscano”, suscitando prima una polemica con Virginio Merola poi ricomposta in un sostanziale accordo sui progetti con lo sfidante alle primarie.
Ascolta Zacchirolizac_sito
Infine, rispetto alla figura di teologo, Zacchiroli cita la “prima lettera ai Corinzi”zac_sito_2

