Lotta alle mafie: boom dei prodotti a marchio “Libera Terra”

3 set.- Il contrasto alle mafie non si fa solo con le operazioni di polizia e con la magistratura: bisogna impedire l’occupazione del territorio da parte delle organizzazioni mafiose e, cosa più difficile, occorre bonificare i territori appartenenti alle cosche. Per questo su iniziativa di Libera di don Ciotti è nato il progetto “Libera Terra“, che cerca di ridare un futuro produttivo ai beni sequestrati alle organizzazioni criminali

Ebbene, nel periodo che va dal 1 luglio 2008 al 30 giugno 2009 il gruppo Alce Nero & Mielizia, che comprende anche le cooperative di Libera Terra, ha aumentato il fatturato del 21,5%, raggiungendo i 30 milioni di euro. La performance migliore riguarda proprio le cooperative fondate da don Luigi Ciotti sui terreni confiscati alla mafia: la sola Libera e’ cresciuta del 32,5%, con 2 milioni e 300 mila euro di fatturato (cinque anni fa si fermava a 624 mila euro).

Al Sana, il salone internazionale del naturale in programma a Bologna dal 10 al 13 settembre, il gruppo presentera’ nuovi prodotti. Il posto d’onore spetta alla nuova divisione vino, che vede Libera Terra esercitare un ruolo importante. “La produzione del vino per noi e’ particolarmente simbolica – spiega Gianluca Faraone, della cooperativa Placido Rizzotto e amministratore delegato di Libera Terra Mediterraneo- nei terreni confiscati i mafiosi avevano bruciato i vigneti, in qualche caso avevano motosegato i tralci“.

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