L’orto sul tetto popolare

Frutta e verdura coltivate in idrocoltura sul tetto di un condominio di residenza popolare in via Gandusio: è il progetto “Green Housing” della facoltà di agraria e del settore casa del Comune. “Buoni, anche se più piccoli di quelli del supermercato” ha detto il signor Gianni Casarini, inquilino e anima dell’orto insieme a residenti provenienti dalla Tunisia, dalla Cina e dalle Filippine.

L’orto idroponico è stato costruito con bottiglie di plastica e materiali di riciclo e ha bisogno di pochissima manutenzione: “Non c’è bisogno di zappare, di dare l’acqua tutti i giorni nè di chinarsi per raccogliere gli ortaggi” sottolinea il signor Gianni.
Inoltre, sottolinea il professor Francesco Orsini della facoltà di agraria “i terreni urbani possono essere contaminati da sostanze chimiche, mentre le colture idroponiche no”. “L’orto sul tetto crea una filiera cortissima”, come ricorda il preside Andrea Sergrè e “mentre si sviluppa la cementificazione del terreno, qui si sta terrizzando il cemento”.

Nelle case popolari, in cui esistono numerose fragilità sociali, l’orto crea socialità e incontro anche nella diversità e per questo motivo il progetto ha visto la partecipazione della mediatrice del Ceriss Rossella Cecchini. Dei 14mila euro di investimento iniziale, 4mila sono stati usati per la mediazione e, oltre alla realizzione dell’impianto, altri sono stati destinati ad opere di ristrutturazione del tetto.

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