19 feb. – Si è dimesso dalla guida della Federazione provinciale e ha lasciato il suo partito, Rifondazione comunista. Ora Tiziano Loreti attacca il segretario Paolo Ferrero: «Mi sono sentito bersaglio di un killer inviato da un mandante», ha detto in una conferenza stampa riferendosi al responsabile enti locali Gianluigi Pegolo e al segretario Paolo Ferrero. Pegolo ha partecipato alla riunione del Comitato politico federale che, due giorni fa, ha messo in minoranza la mozione di Loreti, contraria a un’intesa elettorale col Partito democratico in vista delle amministrative di giugno.
Tra le cose che Loreti proprio non manda giù c’è la solidarietà espressa dal leader nazionale di Rifondazione al segretario dimissionario del Pd: «Ferrero ha espresso solidarietà a Veltroni, che ha cercato di distruggere il Prc, e non ha trovato il tempo di telefonare a me che da 15 anni cerco di salvare Rifondazione».
Con Loreti sono usciti dal partito anche diversi amministratori locali e la responsabile scuola Marzia Mascagni, insegnante delle scuole Longhena, fra i protagonisti delle proteste contro i tagli alla scuola pubblica e il ritorno dei voti in cifre.
In serata è arrivata quella che suona come una ripicca da parte di Ferrero e Pegolo: hanno annunciato una sorta di referendum interno con esito «vincolante» per decidere se appoggiare o meno il candidato sindaco del Pd Flavio Delbono. «Invitiamo Loreti a partecipare a questa consultazione», scrivono i due dirigenti del Prc in una nota.

