24 gen. – Oggi gli agenti della Digos andranno nella sede del Cup, in Via Borgo San Pietro, per ritirare tutti i documenti che riguardano Mirko Divani, l’uomo a cui era intestato il bancomat nelle mani di Cinzia Cracchi, usato dalla donna durante la sua relazione con Flavio Delbono. Proprio al Cup venne trasferita la Cracchi dalla Regione, quando la sua relazione con Delbono finì.
Cup: Divani, ex titolare della Connex Card Technologies, ha partecipato al “Progetto Sole” del Cup (che prevede la messa in rete dei 3.800 medici e pediatri della regione) firmando un contratto per una parte di lavoro. Senza bando. Il 19 settembre 2008 è uscito dalla società ed è stato sostituito, come amministratore unico e socio, dalla moglie Simonetta Tosi, dipendente Cup. Il contratto vale 150 mila euro lordi l’anno, sulla media del quinquennio.
Bancomat: Divani apre il conto relativo al bancomat nelle mani di Cinzia Cracchi nel 2001, lo usa fino al 2003, anno in cui Delbono gli versa 10 mila euro come acconto per acquistare una casa in multiproprietà a Malta. Non se ne fa nulla e Divani inizia a restituire a rate i soldi attraverso il bancomat che Delbono affida alla Cracchi. Quando Divani estingue il debito, è Delbono ad alimentare il bancomat. Nel 2005 Divani chiede un prestito al futuro sindaco e Delbono accetta, versando in contanti 20 mila euro, denaro che ha raccontato venisse da un’eredità della madre. A quel punto riprendono i prelievi mensili di Cinzia e i versamenti di Divani. Quando la relazione finisce nel 2008, Cinzia Cracchi tiene il bancomat, che però viene bloccato. A quel punto Divani apre un secondo bancomat e lo consegna a Delbono, che fa piccoli e continui prelievi. Fino al giugno 2009, quando Alfredo Cazzola dai nostri studi lancia le accuse legate al nome “della signora Cinzia”. Il pm Morena Plazzi sta ricostruendo tutti i dati relativi ai conti correnti: quelli di Delbono, di Divani e della società Connex.

