Ufficialmente la vicenda Moggi è durata lo spazio di 48 ore. Aperta dalle indiscrezioni sulla vendita del 40% delle azioni del Bologna Fc, proseguita con l’arrivo in gran segreto di Moggi in città, accompagnato dai fidi Franco Ceravolo (ex direttore del settore giovanile della Juventus), Camillo Di Nicola (già direttore sportivo dell’Ascoli) e Graziano Galletti autista di Big Luciano, e finita ieri con la frettolosa smentita della proprietà del Bologna.
“Non c’è nessun Moggi” hanno dichiarato i Menarini, padre e figlia, confermando però di aver cenato, non una ma più volte, con l’ex dg juventino (“è un amico”) e di voler cedere il 40% delle azioni societarie.
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Le ombre però rimangono, e sono pesanti. Nonostante le smentite il nome di Ceravolo come prossimo direttore dell’area tecnica continua a circolare in casa rossoblù. In quel caso Luciano Moggi fatto uscire dalla porta rientrerebbe dalla finestra. I Menarini, evidentemente scottati dalla prima esperienza nel calcio, con una squadra che si è salvata all’ultima giornata e una montagna di soldi spesi (i soli Bernacci e Osvaldo, attaccanti, un gol in due, pagati 12 milioni di euro) stanno cercando un uomo forte che possa fare il mercato. “Non siamo uomini di calcio“, ripeteva ieri Renzo Menarini.
I consigli di Moggi, però, potrebbero costare il deferimento ai Menarini. La procura federale ha aperto un fascicolo sugli eventuali rapporti tra la proprietà del Bologna e l’ex direttore generale bianconero. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha convocato i Menarini per la prossima settimana.
perché Moggi? Cosa può fare il grande manovratore del calcio degli anni 80′ e 90′ per una società come il Bologna? Carlo Petrini, ex attaccante degli anni 60′ e 70′, e autore di numerosi libri che svelano il marcio del mondo del calcio (Nel fango del dio pallone, Calcio nei coglioni, editi dalla Kaos) racconta che Moggi è ancora influente.
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I tifosi sono sul piede di guerra. Minacciano di non rinnovare l’abbonamento. Ieri erano una trentina davanti al centro sportivo di Casteldebole. “Meglio in B che con Moggi”.
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