Lombardelli. Merola:”Non era costretto a dimettersi, l’ha fatto per scrupolo”

13 gen. – Il Comune si difende sul caso Lombardelli e lo fa in una lunga commissione consiliare nella quale intervengono i massimi dirigenti dell’amministrazione e il sindaco Virginio Merola che sembra contraddire affermazioni fatte poche settimane fa, in cui aveva parlato di “errore riparato”. Per Merola infatti Marco Lombardelli si è dimesso “per uno scrupolo”, l’ha fatto “pur non essendo costretto a farlo, per non mettere in difficoltà il sindaco”. E sulla notizia che la Corte dei Conti ha aperto un procedimento sulla vicenda il sindaco si è mostrato sicuro: “Per fortuna la cosa è nelle mani della Procura e della Corte dei Conti”. “Non è stato fatto niente di illegittimo, non è stato sperperato denaro pubblico”, ha chiuso.

“Gli atti di Lombardelli sono illegittimi ma sono stati necessari all’ente”. Queste le parole con cui il segretario generale del Comune di Bologna Luca Uguccioni ha descritto alcuni provvedimenti presi dall’ex responsabile di Gabinetto, che agì in alcuni casi come se fosse stato un dirigente.

Secondo Giancarlo Angeli, ex capo del personale, il contratto firmato con Lombardelli “è da ritenersi legittimo fino a quando un organo giurisdizionale esprimerà un giudizio in merito, secondo gli ordinari gradi di giudizio”, ovvero fino a che la Procura e la Corte dei Conti non si saranno pronunciati in merito. I dirigenti hanno insistito sulla scelta fiduciaria rispetto all’ex capo di gabinetto.

Resta aperta la domanda dei consiglieri di opposizione che hanno chiesto l’udienza conoscitiva di oggi: perché Lombardelli si è dimesso se, come ha detto il sindaco, non era tenuto a farlo?

La commissione si è aggiornata a lunedì 16 gennaio.

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