Lo Zecchino sarà ancora d’Oro?

9 Nov. – I dipendenti dello Zecchino d’Oro rischiano la cassa integrazione. Il centro produzione radiotelevisivo dell’Antoniano – che da 50 anni produce la rassegna canora per bambini – è in crisi a causa del calo delle produzioni commissionate dalla Rai negli ultimi anni. Se dopo la prossima edizione dello Zecchino (che si svolgerà dal 17 al 21 novembre) la Rai non commissionerà nuovi programmi i lavoratori del centro rischierebbero la cassa integrazione dal prossimo gennaio.

Il centro occupa 10 persone a tempo indeterminato e un altro centinaio nei periodi di massima produzione.

“Dal 2001 a oggi le ore di trasmissione prodotte per la Rai sono passate da 200 ore a 15 – ha spiegato un dipendente del centro produzione dell’Antoniano -, ora la maggior parte dei programmi, quasi il 90%, sono acquistati dall’estero”.

Se l’Antoniano non sarà più in grado di avere un budget sufficiente al mantenimento dei lavoratori, le prossime edizioni dello Zecchino potrebbero essere realizzate da altri centri di produzione, anche non bolognesi.

Per questo la Fistel-Cisl, farà una petizione per sostenere la causa dell’Antoniano e chiedere alla Rai di inserire lo Zecchino d’Oro nel contratto di servizio pubblico nazionale (stipulato tra Rai e Stato). Il sindacato, inoltre, ha chiesto un incontro con il Sindaco di Bologna Flavio Delbono e la Giunta Comunale.

Il centro, che ha un fatturato di 1,2 milioni di euro l’anno, sostiene anche le altre opere dell’Antoniano come la mensa per i poveri e il “centro d’ascolto”.

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