30 mag. – I gestori della piscina Sterlino, di proprietà del Coni, domani lasceranno l’impianto che gestiscono da vent’anni per conto del Comune di Bologna, in convezione con il Comitato olimpico nazionale italiano. L’ultima proroga alla convezione scade domani e al momento l’ipotesi messa in campo è l’affidamento per un mese al Cusb, possibile compratore. E’ proprio questo ciò che i gestori contestano, fino a minacciare il ricorso al Tar. «Il Coni è un ente pubblico e non può affidare direttamente ad un soggetto privato la gestione di un impianto sportivo», afferma Fabio Casadio, presidente di Uisp.
Gli enti di promozione sportiva che insieme partecipano alla gestione della piscina non credono che Cusb sia in grado di mantenerla aperta senza interruzioni e chiedono perché non abbia ancora perfezionato l’acquisto. Sostengono che Cusb, dopo il versamento di una proposta irrevocabile di acquisto del 10% dell’importo totale, avesse 120 giorni di tempo per perfezionare l’acquisto e li abbia lasciati scadere. Il Coni, per voce del suo responsabile bolognese Renato Rizzoli, risponde che non gli risulta alcuna scadenza e che l’impianto ha comunque un periodo fisiologico di chiusura:
Gli stessi gestori oggi chiedono al Coni di prorogare la convenzione con il Comune e che questo, a sua volta, confermi l’attuale gestione, almeno finché non sia messa nero su bianco una convenzione che garantisca il “piano vasche” attuale. Rivelano che erano pronti loro stessi ad acquistare lo Sterlino, fino a un massimo di 2,7 milioni di euro, e considerano eccessiva la cifra di 3,3 milioni di euro chiesta dal Coni, sulla quale il Centro universitario sportivo di Bologna si era impegnato con una fideiussione.
Pochi giorni fa l’assessore allo Sport Luca Rizzo Nervo aveva assicurato che era pronta una convenzione mensile fra il Comune e il Cusb, in modo che la piscina non dovesse essere chiusa nemmeno un giorno, alla vigilia delle Olimpiadi e dell’apertura dei centri estivi per i ragazzi.

