Bologna, 11 apr. – Tradurre in simboli ”Lo Hobbit” trasformando parole e concetti in semplici caratteri grafici e illustrazioni. Il romanzo bestseller di J.R.R. Tolkien sarà presto disponibile in versione semplificata e adattato per persone disabili grazie al lavoro che sta facendo Luca Errani, padre di Chiara, adolescente che da sempre si esprime e apprende tramite la comunicazione aumentativa e alternativa (Caa).
Con questa tecnica, infatti, una ”e di congiunzione diventa un + e due anelli che si incrociano rappresentano un ”con”. E il miracolo della lettura prende forma. L’obiettivo di Errani è quello di ridurre il romanzo, che conta quasi 400 pagine, a sole 80 usando non più di 100 parole, e quindi simboli, a facciata.
Ogni tre settimane un capitolo verrà pubblicato sul blog di Chiara (kueta.blogspot.it) dove anche i post scritti sono interamente in simboli, e poi condiviso su Facebook. Un lavoro di riscrittura che semplifica e riduce i contenuti di questo classico del fantasy tentando di mantenere la stessa intensità del libro. Superando anche un altro problema: alla mancanza cronica di figure nei testi per ragazzi ha pensato il fumettista Fausto Lobrano che arricchirà la storia con le sue illustrazioni.
Il primo capito è già on line sul blog di Chiara. “La traduzione è iniziata da poco, tanto che siamo solo al terzo capitolo su diciannove- spiega Errani-. Stiamo facendo questo lavoro perché è importante che anche i ragazzi più grandi, con diverse abilità, possano avvicinarsi alla letteratura adatta per la loro età e non limitarsi ai testi per bambini”. Un lavoro lento e complesso, che Errani ha cercato di semplificare grazie all’aiuto della tecnologia: Symhelper è un software, da lui inventato e che si può scaricare gratis in rete, che ”riquadra” automaticamente simboli e parole della Caa e facilita la lettura. “Per evitare il disordine all’interno della pagina prima disegnavo le tabelle manualmente, ma questo significava notti insonni e solo per pochi libri si riusciva ad arrivare alla fine. Adesso, con Symhelper non è più un problema”. Chiamato l’altro giorno in Comune a Bologna, assieme ai tecnici dell’Ausilioteca dell’Aias e Corte Roncati per presentare questa nuova tecnologia in parte adottata da alcune biblioteche comunali, Errani si lascia andare a un appello: la proposta che la città di Bologna appoggi le traduzioni di libri e crei biblioteche con strutture accessibili, personale formato e una sezione dedicata ai libri ”scritti” in simboli. “In questo modo- conclude- chiunque potrà sognare e leggere in funzione della propria età”. (Dires – Redattore Sociale)


