6 giu. – “Abbiamo messo quella canzone all’inizio perché ‘Folkrockaboom’ è il vento che ci ha spinto a fare il disco”: Alessandro Alosi, che insieme a Gianluca Bartolo forma il duo Il Pan del Diavolo, ce lo dice chiaramente, al principio della chiacchierata appena realizzata all’interno di Maps. La band, oggi al MIAmi e domani al Bolognetti Rocks, ha fatto uscire da poco il terzo album in studio, che segna un passaggio necessario, un lieve cambiamento nei suoni. “Ci siamo divertiti molto a giocare con gli strumenti”, ha confermato il nostro ospite, ricordando un’intervista realizzata qualche tempo fa, “ma poi quando abbiamo mixato l’album, abbiamo tolto un sacco di cose”. Le tracce del disco suonano più amare del solito, ma Alessandro minimizza: “Parliamo di noi, di vita da tour, quindi ci sono viaggi e addii: ci sono momenti più cupi, ma Folkrockaboom non è un disco amaro”.
Al telefono abbiamo discusso con metà della band anche del contributo degli ospiti: da un lato le nostre vecchie conoscenze Sacri Cuori, che suonano l’ultima traccia dell’album, che peraltro è prodotto da uno di loro, Antonio Gramentieri. Dall’altro un nome meno conosciuto, quello di Andrew Dougla Rothbard, un polistrumentista che forse qualcuno di voi si ricorda per il lavoro con i Pleasure Forever, una band che incise una quindicina di anni fa due dischi per la SubPop. “L’abbiamo conosciuto in realtà per il suo lavoro da solista“, ci ha raccontato Alessandro: il contributo di Andy è stato così fondamentale che la traccia in cui suona ha mutato titolo, prendendo il nome da quello della figlia del musicista.
Approfittando della pausa prima del soundcheck, abbiamo chiesto a Alessandro, considerando le differenze tra disco e live, quale sia l’assetto dal vivo della band: “Il nuovo acquisto è Francesco Motta, che suona con Nada e con i Criminal Jokers“, ci ha detto Alessandro. Per saperne di più sulla band, sui rapporti tra loro, i Sacri Cuori e lo spaghetti western, be’, cliccate qua sotto.


