1 giu. – E’ sotto sfratto ma non ha alcuna intenzione di abbandonare i locali di via della Barca 24/3. E’ lo storico circolo Arci Iqbal Masih, da 27 anni punto di riferimento per molte persone tanto che la petizione contro la chiusura è stata firmata da 1500 persone. Il presidente del circolo che conta 900 iscritti, Giovanni Grandazzo, ha fatto il punto della situazione affiancato da Federico Palma, membro dell’ufficio di presidenza dell’Arci provinciale. Il tempo stringe: il contratto di affitto è scaduto il 31 dicembree, secondo il volere della proprietà, entro il 30 giugno il circolo deve andarsene. “Dopo 27 anni che paghiamo regolarmente l’affitto e svolgiamo un importante lavoro sociale nel quartiere“, spiega Grandazzo, la proprietà ha scelto di disdire il contratto di affitto “ma non ha mandato nei tempi la raccomandata“. Inoltre, la raccomandate è stata “inviata alla persona Iqbal Masih, che non esiste, invece che al legale rappresentante” ricorda Grandazzo. Per difendere il circolo gli attivisti si sono rivolti ad un avvocato, perché non essendoci stata una vera disdetta del contratto entro i termini previsti, questo “dovrebbe essere rinnovato– sottolinea Grandazzo – automaticamente“. Per questo si continua a pagare regolarmente l’affitto.
Il presidente Grandazzo tenta il tutto per tutto e si rivolge alla nuova amministrazione di palazzo d’Accursio: “Chiediamo al Comune di interessarsi di questo problema e permettere al nostro circolo di continuare a vivere“. Se proprio non si riuscirà a restare nella sede attuale di via della Barca, l’auspicio di Grandazzo è che Palazzo D’accursio “ci faccia occupare uno dei suoi tanti posti che stanno andando in malora e che verranno svenduti all’asta”.

