31 mag. – Dimissioni per Macello Limina, dirigente del provveditorato agli studi contestato per una circolare in cui vietava agli insegnanti di criticare pubblicamente la scuola. Le hanno chieste all’unanimità i docenti delle scuole superiori di Bologna riuniti al liceo Righi.
La richiesta era stata portata in assemblea dal coordinamento dei precari della scuola che aveva avanzato quattro proposte: oltre alle dimissioni di Limina era stato chiesto di sospendere la pubblicazione degli organici del prossimo anno fino all’emanazione dei regolamenti attuativi, il rinvio di un anno della riforma delle scuole superiori e la rinuncia ad introdurre esperti esterni nelle scuole. Tutte richieste poi approvate dai docenti che hanno riempito l’aula magna del Righi.
Ma il voto ha provocato la contrarietà di Cisl e Snals, due sindacati che si sono opposti alla votazione perché non all’ordine del giorno. “Fin da subito ci siamo detti contrari alla circolare bavaglio – ha spiegato Anna Cicognani della Cisl – Ma i problemi della scuola sono ben altri e più si chiedono le dimissioni di Limina più si rafforza la sua posizione al ministero”. Più pesanti le parole di Gianfranco Garoia della Cisl di Forlì e di Claudia Menzani dello Snals di Bologna: per loro la richiesta di dimissioni sarebbe solo una “manovra politica“, con “poco valore” e che “serve solo a illudere le persone”. Per questo sembra in discussione la loro presenza all’occupazione simbolica dell’Ufficio scolastico regionale in programma per giovedì 3 giugno. “Se questi sono i toni non ci stiamo”, ha dichiarato la Cisl. Hanno invece appoggiato la richiesta di dimissioni di Limina la Cgil e la Gilda.

