18 lug – È finito in manette a termine dell’operazione “Onion” Giacomo Cipollone, 43enne di origini milanesi, che spacciandosi per agente di moda ha adescato, soggiogato e sfruttato per 2 anni due ragazze, una delle quali minorenne, che volevano a tutti i costi sfondare nel mondo della moda e dello spettacolo. Le indagini, condotte dalla seconda sezione della squadra mobile di Bologna, sono partite a maggio 2011. La ragazza maggiorenne si era lamentata del “fidanzato” con un poliziotto che conosceva. Il “fidanzato” era Cipollone e da lì è partita l’inchiesta.
Lo aveva conosciuto la ragazza minorenne a Milano durante una sfilata di moda e poco dopo lo ha presentato a una sua amica, anche lei aspirante modella. L’uomo e le due ragazze hanno sin da subito stabilito una relazione malata che Cipollone ha condito con menzogne ridicole, a cui le ragazze si sono aggrappate accecate da “lustrini e paillettes”. Inizialmente si è presentato col nome di Marco Rizzoli, proprietario della casa editrice Rizzoli e ha sin da subito estorto denaro alle due, 50.000 euro alla maggiorenne e 10.000 alla minore, con la scusa di non poter disporre del proprio conto corrente perché bloccato in Svizzera. Promesse e bugie che hanno costretto quasi subito le due aspiranti modelle a prostituirsi con clienti adescati su internet da Cipollone, “in arte Jack Onion” (questo era il nick name che usava su facebook). Secondo la denuncia delle ragazze Cipollone, con tutti i soldi ricavati dalla prostituzione e dalle attività annesse e connesse (sono state costrette a posare per scatti osè e a “recitare” in un film porno amatoriale), sniffava cocaina e giocava ai videopoker.
Le ragazze hanno alle spalle famiglie abbienti ma assenti; soprattutto la più grande che è una studentessa fuori sede. La sudditanza fisica e psicologica per lei è durata oltre due anni, anche se non sono mancate da parte sua timide richieste di aiuto fatte ad alcuni clienti e ad un avvocato. Parlava dei soldi che continuamente dava al Cipollone ma ometteva parecchi dettagli che si sono poi rivelati fondamentali per incastralo; ad esempio la violenza sessuale a carico di Cipollone e ai danni della minorenne costretta anche a ingerire un liquido stupefacente prima dei rapporti con lui e i clienti.
Circa un anno fa, una lite sotto casa della più giovane e il suo tentativo di fuga avevano fatto scattare l’allarme nella famiglia di professionisti bolognesi che ad un certo punto si sono accorti della sparizione del denaro e hanno scoperto le foto osè che ritraevano la figlia. Fino a pochi giorni prima del suo arresto Cipollone ha continuato a contattare le giovani minacciandole. La più piccola ha raccontato anche di essere stata seguita fuori da scuola da un cliente, lo stesso che aveva fatto le riprese del film porno amatoriale, che la ricattava chiedendole in cambio prestazioni sessuali. Quest’uomo ora è in stato di fermo per estorsione.
Nelle foto ritrovate sono ritratte anche altre ragazze non identificate e questo ha indotto la Polizia a pensare che Cipollone abbia fatto altre vittime oltre alle due denuncianti.
Cipollone dovrà rispondere dei reati di: induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione anche minorile aggravati, produzione e commercio di materiale pornografico minorile e violenza sessuale ai danni di una minore. Al momento del fermo è stato trovato in un dormitorio di Bologna e adesso si trova in carcere in custodia cautelare.

