“Una situazione imbarazzante alla luce delle ultime novità su Cosentino”. Cosi’ Giuseppe De Biasi,
capogruppo alla Provincia di Bologna dell‘Italia dei valori, commenta la vicenda che coinvolgerebbe Hera e Nicola Cosentino.
De Biasi interviene sulla vicenda riprendendo una interrogazione presentata il 3 novembre scorso dal capogruppo in Senato dell’Idv, Felice Belisario, e dal suo collega di partito Elio Lannutti. Il caso vede coinvolto il sottosegretario del Pdl accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, a cui farebbe riferimento la Scr, socia della multiutility emiliana Hera. Tutto ha inizio nel 2002 e riguarda la costruzione di una centrale termoelettrica nel casertano, a Sparanise, da parte di una società, la Scr, che secondo ricostruzioni di stampa sarebbe indirettamente controllata dallo stesso Cosentino attraverso una fiduciaria: Scr nel 2002 fece un accordo con la AMI di Imola, poi confluita in Hera. La multiutility emiliana entrò così nell’affare, tanto che una società controllata, la Hera Comm Mediterranea, che gestisce la vendita dell’energia prodotta dalla centrale ha sede in un capannone della Aversana Petroli di proprietà della famiglia Cosentino e vede nel suo Cda il fratello di Nicola Cosentino, Giovanni.
De Biasi non non ha ancora specificato se, su questa storia, sara’ presentata un’interrogazione anche in Provincia di Bologna o dai colleghi di partito del Comune di Imola. “Stiamo valutando in queste ore cosa fare”, spiega stamane a margine di una conferenza stampa. “Anche perche’ la Provincia e’ uscita da Hera e quindi vedremo in quale sede e’ meglio portare la vicenda”. Certo e’ che i dipietristi intendono muoversi sulla scia dei senatori Idv: che Hera faccia affari con i Cosentino, spiega De Biasi, “e’ imbarazzante” alla luce delle ultime novita'” giudiziarie sul sottosegretario.
Hera interviene sulla vicenda dalle pagine del “Fatto Quotidiano”, giornale che oggi ripropone l’inchiesta presentata ieri ai nostri microfoni da Marco Lillo. In calce all’articolo si legge una nota attribuita alla Multiutility emiliana in cui si afferma che: “Non conoscendo i fatti non siamo in grado di esprimere giudizi sull’impatto che potrebbero eventualmente avere sulla società controllata da Hera (Hera Comm Mediterranea, ndr). Continueremo quindi a seguire con grande attenzione l’evoluzione della vicenda nell’ottica di tutelare correttamente il patrimonio aziendale“.

